Le ambulanze d´oro del 118

1716474La relazione dei funzionari dell´Economia punta il dito contro il noleggio dei mezzi. Nell´Isola la Croce rossa impiega 3.360 dipendenti nel resto d´Italia solo 1.500. "Tutte le assunzioni sono state fatte senza concorso, ma la Cri è un ente pubblico."

Ha il doppio dei dipendenti di tutta la Croce rossa italiana e i suoi barellieri sono gli unici a salire su autoambulanze prese a noleggio con costi che superano l´acquisto dei mezzi. Ha assunto con soldi pubblici senza fare alcun concorso e non è più, come dovrebbe essere per statuto, «un´istituzione di soccorso volontario». È questa la conclusione alla quale sono arrivati gli ispettori del ministero dell´Economia dopo aver setacciato i conti della Croce rossa siciliana e in particolare di una sua società, la Sise (Siciliana servizi di emergenza) che gestisce con convenzione regionale il 118 dell´isola.

Per gli ispettori del ministero la Sise è «un´anomalia», con i suoi 3.360 dipendenti (in tutta Italia i dipendenti della Croce rossa sono 1.650), il parco macchine a noleggio (la Croce rossa nel resto d´Italia non noleggia mezzi), il tutto pagato con i 123 milioni e 800 mila euro che la Regione versa nelle casse del Comitato regionale per il servizio di 118.

La prima anomalia arriva dal numero dei dipendenti. La Sise dal 1998 ad oggi ha assunto 3.360 barellieri, ben 2.420 a ridosso delle scorse elezioni regionali. «Ma la Croce rossa nel resto d´Italia assicura la gestione dei servizi di pronto soccorso con il personale volontario e solo quando non è sufficiente fa ricorso ad assunzioni utilizzando procedure selettive pubbliche - scrivono gli ispettori - Le assunzioni della Croce rossa siciliana sono state fatte senza alcuna selezione e di fatto si è proceduto ad assorbire personale precario ed lsu sia delle croci rosse locali che della stessa Regione». E anche se la Sise tecnicamente è una società privata, gli ispettori sottolineano come «sia a totale partecipazione di un ente pubblico e che quindi debba sempre adottare procedure di evidenza pubblica». Sul nodo delle assunzioni il presidente della Croce rossa Sicilia, Guglielmo Stagno d´Alcontres (che presiede anche la Sise) ribatte: «Gli ispettori forse non sanno che in Sicilia siamo l´unica Croce rossa a gestire un servizio complesso come quello del 118 e che senza la Sise non potevamo assumere il personale perché la Croce rossa è un ente pubblico e quindi vi è il blocco delle assunzioni. Comunque sono stati fatti dei corsi di formazione a numero chiuso». Ma gli ispettori nella relazione sottolineano più volte «l´anomalia della Croce rossa siciliana»: «I fini istituzionali della Croce rossa nello svolgimento dei servizi sociosanitari non sono certamente identificabili in una gestione imprenditoriale scevra di vincoli e non comprendono l´obiettivo dell´assorbimento di personale.

La Croce rossa è una istituzione di soccorso disinteressata e basata sul principio volontaristico». Ma a sorprendere maggiormente gli ispettori del Ministero è lo spreco di risorse pubbliche che avviene nella Sise, in particolare per quanto riguarda la gestione del parco mezzi. «L´ispezione nasce da una segnalazione fatta da alcune ditte che fabbricano autoambulanze e che ci hanno chiesto di verificare perché soltanto in Sicilia la Croce rossa non acquista i mezzi ma li noleggia», dicono dal Ministero. Gli ispettori hanno così fatto i conti e analizzato l´ennesima anomalia: «La Croce rossa siciliana ha preso a nolo 160 ambulanze (senza alcun bando e dopo che è andata deserta una gara per 30 ambulanze) per un costo annuo di 3 milioni e 200 mila euro per cinque anni, in totale fa 16 milioni di euro - scrivono gli ispettori - Ogni ambulanza costa in cinque anni 100 mila euro di noleggio: attualmente acquistare un´ambulanza nuova costerebbe circa 50 mila euro. Pur considerando che il contratto di noleggio prevede la manutenzione e l´assicurazione appare evidente l´onerosità dell´operazione». Sulle ambulanze Stagno d´Alcontres sottolinea come «la Sicilia sia avanti rispetto agli altri comitati regionali della Croce Rossa rimasti "al tempo della pietra"».

Alla fine della relazione gli ispettori chiedono un intervento del comitato nazionale della Croce rossa: «Perché la conduzione amministrativa del Comitato regionale siciliano deve essere ricondotta nell´alveo del rispetto della normativa che disciplina le pubbliche amministrazioni». La relazione è già sul tavolo del sottosegretario del Ministero dell´Economia Serafino Zucchelli. Ed è arrivata anche ai sindacati: «Finalmente il ministero è intervenuto su una situazione che noi denunciamo da quattro anni - dice Luigi Biscardi segretario nazionale della Snacri Cisal -

La Croce rossa a livello nazionale ha soltanto una delega conferita con legge da una Regione, ed è quella del 118 siciliano. Ma invece di gestirla direttamente è stata fatta una società la Sise che per noi è illegittima».

(La Repubblica)