Messina sempre più una città di anziani e non di lavoratori

“Messina diventa una città di anziani, di non lavoratori. Il futuro, qui, è gravemente compromesso. Sosteniamo da più di un anno che nel nostro territorio l’industria più forte è quella dell’emigrazione dei nostri giovani” Affermazioni preoccupanti quelli del segretario generale della Cisl Tonino Genovese, fornite sulla base dei dati diffusi dall'Osservatorio sul mercato del lavoro e lo sviluppo sociale prodotto su Messina, che fotografano esattamente questa condizione. disoccupatiAumentano i messinesi in cerca di occupazione, 8mila persone in più nel 2008 rispetto all’anno precedente. Aumentano i cosiddetti lavoratori inattivi, quelli cioè che non fanno parte della forza lavoro né sono in cerca di lavoro, come i pensionati. La provincia di Messina, dal 2007 al 2008, perde circa 8mila occupati. Una crisi del lavoro che pesa sostanzialmente sui giovani e che è in atto dal 2006. I settori più in crisi sono quelli dell’Agricoltura e dei Servizi. Quest’ultimo settore, se consideriamo la vocazione turistica del nostro territorio, ha grandi potenzialità ma non sfruttate. Anello ancora più debole sono le donne: la disoccupazione femminile è cresciuta del 4,8% nell’ultimo anno, arrivando al 19% totale e fa di Messina la quinta città d’Italia quanto a livelli di disoccupazione femminile.

“Si tratta di notizia per noi non nuove – afferma Genovese – visto ceh da tempo lanciamo allarmi di questo tipo anche alla luce dei dati che ci arrivano dalle richieste di Cassa Integrazione Guadagni e di Cassa Integrazione Straordinaria. Alcuni esempi, nelle Costruzioni assistiamo a un aumento di quasi l’80% delle ore di Cassa Integrazione ordinaria, nell’industria del legno si è passati da 128 ore nel maggio 2008 a 2.328 nel maggio 2009. Ma la Cassa Integrazione Straordinaria è diventato un fenomeno pericoloso anche in settori in cui, qualche anno fa, non era nemmeno presa in considerazione. E’ il caso del Commercio: +27.514 ore autorizzate nel 2009”.