Boss per il Ponte

"Tra Cosa nostra e i calabresi, ci sono già stati contatti in vista dell'ipotesi della costruzione del Ponte sullo Stretto". Lo rivela, ai microfoni di Radio 24, Giusy Vitale, prima donna capo del mandamento mafioso di Partinico e ora collaboratrice di giustizia, passata anche attraverso il carcere duro.

"I miei fratelli (Vito e Leonardo, in carcere, ndr) - spiega  la Vitale - avevano già accordi con la 'ndrangheta per armi e droga''. Intervistata per la rubrica "Storiacce", in onda domani alle 19.30, Vitale parla dei suoi passati contatti con Matteo Messina Denaro, il super boss di Castelvetrano ancora latitante, dei nuovi equilibri ai vertici della Cupola dopo gli arresti eccellenti e dei dissidi tra l'ala di Totò Riina e quella di Provenzano.

"Denaro può rimanere solo nel suo lato di Sicilia, non gestirla tutta", afferma la collaboratrice di giustizia, che cita Mimmo Raccuglia come altro influente boss di Cosa Nostra. Nell'intervista, Vitale parla della divisione degli appalti, del riciclaggio del denaro da parte del suo clan e anche degli "affari sui rifiuti", oggetto di indagine.(rr)

Fonte: ANSA