Gli ambasciatori dell’imbecillità

Chi si ostina a continuare a vivere a Raccuja, tra le cose che deve sopportare, include di dover leggere volantini anonimi, maleducati e servili nei confronti della "fu" maggioranza, scritti da persone intrise di odio ma culturalmente deficitarie.

Soggetti che "piangono" i quattro soldi spesi per consentire ad una delegazione di Consigliere Comunali di partecipare all’assemblea dell'A.N.C.I., cui il nostro comune è da tanti anni associato, ma non si preoccupano del fatto che stiamo cedendo il nostro territorio ad una multinazionale, per tanti anni, per una manciata di pasta.

Soggetti sempre proni verso il potente di turno, sempre al soldo di un padrone, non importa se diverso da quello precedente.

Sia chiaro, le Consigliere, regolarmente elette dai cittadini e non nominate nell’ambito dell’inutile e vergognosa “campagna acquisti”, hanno tutto il diritto di rappresentare il nostro comune all’assemblea dell’A.N.C.I., molto più di quanti “occupano” cariche pubbliche con evidenti interessi e senza alcun merito politicoamministrativo.

Poco importa la spesa. D'altro canto, in questi anni, qualcuno ha mai chiesto al Sindaco al vice o agli assessori cos’hanno speso di missioni e per far cosa?

C'è stato un rapporto di fiducia, forse a volte immeritata, e nessuno é andato a "scavare" nei rimborsi spese di chicchessia.

Pertanto suscita una certa meraviglia questo volantino anonimo, ma a supporto della defunta maggioranza, che il Sindaco dovrebbe avere il coraggio di smentire.

E poi, più che preoccuparci per queste spese, dovremmo preoccuparci del credito vantato dall'A.T.O. rifiuti nei confronti del Comune (pare euro 250.000) per un servizio non giornaliero, che costa quattro volte in più, rispetto a quanto costava prima, senza che si sia mai potuto capire perché e, per di più, tenendo tutto nascosto ai cittadini che, ora, si trovano a dover pagare bollette salatissime.

Dovremmo chiederci per quale motivo il Sindaco e la Giunta non intendono rinegoziare l’accordo con la società proprietaria del parco eolico, chiedendo un’adeguata percentuale, per il Comune, anche sui certificati verdi, oltre a pretendere lo smantellamento dell’impianto a fine produzione.

Dovremmo chiederci se è giusto che un Sindaco ed una Giunta senza maggioranza, nonostante il ribaltone, senza piano triennale delle opere pubbliche e senza bilancio continuino la loro agonia a danno del paese solo per gestire questi ultimi mesi.

Dovremmo chiederci se vogliamo che Raccuja si trasformi definitivamente in un califfato triste e sonnecchiante, avvilito da abusi ed ingiustizie, meschinità ed intimidazioni, ove viga il reato di lesa maestà per chi osa dissentire.

Ancora due anni fa si parlava di utilizzare il castello, le tholos, le chiese a fini turistici ed anche come location per film ed oggi invece ci ritroviamo con un castello abbrutito da oblò ed allarmi, conciato per le feste con mobili che, a quanto si dice, non vengono saldati perché non rispondenti ai requisiti richiesti, chiese chiuse e tholos padronali ove vengono impedite le riprese cinematografiche.

Ma dove siamo arrivati??? Siamo impazziti???

Non era questo lo spirito della lista “Uniti per il risveglio di Raccuja”, vincitrice delle elezioni, non erano questi gli uomini che la dovevano rappresentare non era questo il programma.

Quel progetto è, evidentemente, fallito e superato e, quando si fallisce, SI VA TUTTI A CASA.

Giuseppe Barone