“Oggi niente di nuovo”

SIAMO:

Siamo donne e uomini di sinistra, militanti, attivisti, sostenitori di Sinistra e Libertà e lavoriamo sistematicamente e con passione per organizzarla e farla vivere.
Siamo quelli che hanno fatto la campagna elettorale per Sinistra e Libertà.
Siamo quelli che hanno dato fiducia ai leader nazionali, superando dubbi e incertezze, ed erano pronti a costruire la nuova sinistra italiana fin da prima delle elezioni europee.
Siamo quelli che per questo “sogno” hanno avuto il coraggio di lasciare i partiti in cui non si ritrovavano oppure hanno ritrovato la passione e la voglia per tornare ad impegnarsi dopo anni di delusione e disimpegno, oppure si sono avvicinati all’attività politica per la prima volta convinti di poter partecipare ad una storia nuova.
Siamo quelli che hanno sostenuto Sinistra e Libertà perché l’hanno vista come l’occasione di aggregare attorno ai valori e ai programmi di una sinistra moderna, laica e progressista, un popolo da troppo tempo disperso tra partiti diversi e astensionismo.
Siamo quelli che hanno spiegato e propagandato questo “sogno” ad elettori, estranei, amici e familiari, convincendoli e rassicurandoli con la propria credibilità personale.
Siamo quelli che hanno creduto sinceramente alla possibilità di superare il quorum del 4%, ma che hanno toccato con mano la disparità ineguagliabile dei mezzi economici e mediatici di cui hanno potuto disporre gli altri attori in campo, e per questo sanno quanto valore abbia il milione di voti raccolti.
Siamo quelli che dovranno far vivere il progetto di Sinistra e Libertà nelle città e nei paesi, ma che non sono stati chiamati a condividere l’esperienza fatta, né a discutere e decidere su ciò che si dovrà fare.
Siamo quelli che lavorano uniti e consapevoli dell'importanza di Sinistra e Libertà, che non la vivono come un cartello elettorale e che preferiscono la chiarezza alle alchimie politiche e alle strategie di palazzo.
Siamo quelli che aspettano ancora di sentire una parola chiara sul futuro di Sinistra e Libertà.
Siamo quelli che hanno la brutta sensazione che qualcuno pensi di poter portare avanti l’esperienza di Sinistra e Libertà come strumento elettorale.
Siamo quelli che sono fermamente intenzionati ad impedire che la speranza suscitata da Sinistra e Libertà possa essere dispersa a causa delle titubanze, dei veti incrociati e dei personalismi di chi dovrebbe guidare la nascita del nuovo partito.

PENSIAMO:

1) La trappola dell’antipartitismo.

“Non vogliamo fare un partito”: è il tormentone quotidiano di quanti muovono il timone di Sinistra e Libertà. Ma qual è la proposta alternativa?
Noi crediamo fermamente che si debba costruire un partito nuovo, coerente con l’art. 49 della Costituzione Italiana e per questo diverso nelle pratiche e nell'organizzazione dai partiti-persona, dai partiti del popolo e dai partiti burocratici di massa. Ma c’è anche il rischio di scivolare nell’ennesimo “partito cartello”, quello in cui non si valorizzano le risorse provenienti dall’attivismo di base, ma ci si appoggia quasi esclusivamente sulle reti di cariche pubbliche. E questo rischio non è dato dalla strutturazione in un’organizzazione partitica, ma anzi dal suo contrario, dal mantenersi nel limbo di un qualcosa di non ben definito (lista elettorale, federazione, cantiere) dove agli attivisti non è dato incidere. Siamo assolutamente convinti che se Sinistra e Libertà alle prossime elezioni regionali e amministrative dovesse riproporsi come cartello elettorale o poco più, con candidati che non abbiano scelto chiaramente di appartenere ed investire in un progetto comune e duraturo, non saremmo nelle condizioni neanche di poter tentare una campagna elettorale, non potendo in alcun modo riproporre ai nostri elettori un voto per un progetto dimostratosi – ad un anno di distanza - incapace di compiersi.

2) Il rischio del cantiere senza fine.
Solo attraverso un vero processo costituente democratico, partecipato e trasparente, può nascere una vera novità nel panorama politico italiano. Chiunque può vedere l'esito predeterminato di esperienze plebiscitarie che hanno sfruttato i processi democratici solo per fini mediatici e di immagine. Sinistra e Libertà si deve caratterizzare per la capacità di individuare in piena onestà intellettuale un procedimento costituente ed organizzativo veramente alternativo ed innovativo in grado di dare ampio spazio a tutte le istanze, adottando regole decisionali autenticamente democratiche. E’ di questo che pensiamo sia utile discutere. L’apertura del “cantiere” è stata annunciata troppe volte, occorre iniziare subito. Non per l’ansia di mettere presto la parola fine ad una ricerca che è bene resti aperta, ma per consentire a tutti coloro che vogliono partecipare a questa esperienza di avere gli stessi identici diritti di cittadinanza. Crediamo che da oggi al 12 settembre vadano definite le regole di questo percorso, confrontando le diverse possibilità nelle assemblee territoriali e rendendo l’assemblea nazionale il momento di approvazione e di avvio delle tappe del processo costituente.

3) Un partito nuovo.
Non siamo ammalati di “nuovismo”. Pur essendo molti di noi giovani, pensiamo che il necessario cambiamento generazionale non debba avvenire in maniera formale e slegata dalla formazione delle competenze, e che il valore dell’esperienza sia altrettanto importante. E tuttavia, per conquistarci uno spazio nel panorama politico italiano, non potremo che mettere in campo metodi e idee diverse, più coinvolgenti e più convincenti, che saranno tanto più credibili se verrà fugato ogni sospetto che si tratti di un’operazione finalizzata al solo mantenimento (o recupero) di postazioni istituzionali da parte delle stesse persone. Sinistra e Libertà deve recuperare il suo rapporto con territori e fasce sociali, ove non è presente, e che non hanno rappresentanza politica. Per farlo deve parlare i linguaggi adatti, proporre soluzioni innovative ed efficaci, ma soprattutto essere testimonianza vivente di un vero cambiamento organizzativo e politico. Per poterlo fare, è necessario riconoscere a tutte le esperienze di impegno civile lo stesso valore dell’impegno politico, non ponendo il partito come vertice gerarchico delle tante esperienze associative ma come punto di elaborazione e di sintesi vissuto come luogo di una comune appartenenza, come strumento politico di tutti coloro che, per le vie più diverse, praticano una cittadinanza consapevole e impegnata e si riconoscono nei valori fondanti di Sinistra e Libertà. Un'idea che può essere efficacemente resa con l'espressione partito-rete. Il partito nuovo lo immaginiamo capace di accogliere esperienze diverse e lontane, attraverso il confronto e la discussione; in sintonia con la società e le realtà aggregative che ad esso fanno riferimento; fortemente radicato sul territorio e nella società; capace di reagire prontamente agli stimoli grazie alla struttura innovativa e all’utilizzo di nuove forme di comunicazione; in rapporto con le energie e le forze del cambiamento e aperto al futuro. Lo immaginiamo come una rete “federativa” che sappia unire esperienze autonome, ma che non ha nulla a che vedere con la proposta di una Federazione tra forze politiche in cui ognuna mantiene diritto di veto.
Non sarà facile, ma è questa la vera sfida che ci appassiona e lavoreremo perché siano garantiti gli elementi indispensabili alla sua riuscita: l’elaborazione di adatte regole costitutive e il rispetto delle stesse.

VOGLIAMO:

Chiediamo ai Coordinatori/Segretari nazionali delle forze fondatrici di Sinistra e Libertà:
1) di produrre una proposta concreta di come si debba svolgere il processo costituente, da sottoporre all’approvazione e agli emendamenti delle assemblee territoriali;
2) di avviare la campagna di adesione a Sinistra e Libertà, anche prevedendo per ora la doppia adesione alle forze fondatrici;
3) di rendere l’assemblea nazionale del 12 settembre il momento in cui si approvano le modalità del processo costituente e questo prenda contestualmente avvio.