“Le mani sulla città”

"Sull’urbanistica assemblee cittadine e sedute aperte, pubblicità dei cointeressi di amministratori e politici, e limite di mandato per i dirigenti di settore, una sorta di Codice etico. Solo così Messina potrà salvarsi dal sacco edilizio che sembra non avere fine”. All’indomani dell’ennesima indagine che fa sfigurare Messina e le sue coste anche rispetto alla dirimpettaia Reggio, il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, abbozza un’analisi della situazione che ha evidenti ricadute anche sul sistema produttivo e quindi economico della città, e ipotizza soluzioni. “Il sacco edilizio di cui è vittima Messina e che nonostante il susseguirsi di denunce e allarmi non accenna ad arrestarsi, trova la sua principale spiegazione negli interessi di una certa imprenditoria che saccheggia il territorio, anche a discapito delle altre attività produttive. Forse perché violando regole e prescrizioni, e speculando si guadagna di più che producendo in attività più durature. In questo modo però- osserva Oceano- non solo si danneggia il territorio ma anche le prospettive per uno sviluppo funzionale della città. Reggio Calabria, che pure in queste ore sembra essere diventata per noi modello cui mirare, non ha fatto moltissimo ma ha frenato la logica dell'interesse di alcuni per l'interesse generale”.

Commistione di interessi, mancanza di regole certe e trasparenti, logiche personali e immediate che, in assenza di controlli o misure preventive da parte degli uffici preposti, prevalgono sul bene comune sono al centro dell’analisi di Oceano. “A Messina purtroppo assistiamo al prevalere della convenienza di classi dirigenti e imprenditoriali che, pur occupandosi di ben altro nella vita, si scoprono imprenditori edili, vengono associati a quelli veri e danno corpo a speculazioni. A conferma di ciò è sufficiente andare a rileggere i verbali di alcune inchieste e di alcuni processi che pur avendo suscitato clamore non hanno però saputo impedire il reiterarsi dello scempio. Il risultato di queste logiche è sotto gli occhi di tutti i messinesi- denuncia Oceano-: il saccheggio del territorio che parte dalla esitazione del prg e finisce nell’approssimativo funzionamento degli uffici comunali competenti”. Oceano solleva anche la questione sicurezza e regolamentazione nell’edilizia pubblica. “Mentre va affievolendosi l'emozione per il terremoto de L'Aquila, spariscono gli interrogativi sulla sicurezza degli edifici pubblici abitualmente frequentati da centinaia di persone: uffici pubblici, ospedali, scuole, caserme... In questi mesi, dopo il fiume di allarmi anche sulla scia del centenario del Terremoto, quali controlli sono stati effettuati? E la ricognizione sulla documentazione tecnica? Quante sono le scuole insicure o non in regola con le norme antisismiche? Quando si parla di vite umane, la mancanza di risorse non è mai una scusa accettabile”.

Per arginare il sacco della città e la prevalenza degli interessi particolari sui generali, la Cgil propone l’adozione di una sorta di Codice Etico e il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che determineranno il futuro della città. “Si devono mettere in campo iniziative che assicurino la trasparenza dei processi decisionali sia sul versante politico che amministrativo, come prevedere l'obbligo di dichiarazione delle cointeressenze nel campo della proprietà terriera e della realizzazione di costruzioni di consiglieri, assessori, sindaci, o predisporre regole che impediscano la permanenza di un dirigente per 15 anni alla direzione di strutture così delicate e importanti- propone Oceano-. Rendere trasparenti e pienamente pubbliche le sessioni di consiglio e di commissione sugli strumenti urbanistici, svolgendo anche assemblee pubbliche e popolari sulle decisioni urbanistiche e rendendo disponibile sul web tutto il materiale prodotto. Definire preventivamente criteri vincolanti nei quali si fissano gli interessi pubblici che si intendono tutelare e le prescrizioni da rispettare. Infine, prevedere ed applicare sanzioni effettive a chi viola le norme. Solo così Messina potrà mettere un punto fermo su una situazione che sembra inesorabilmente destinata ad aggravarsi”.messina_6874