BENI CULTURALI: CHE COSÈ IL R.E.I. SICILIANO?

di Sostine Cannata

Il R.E.I. è il Registro delle Eredità Immateriali e in Sicilia viene istituito nel giugno 2005 ed è a tutt’oggi attivo. Esso ha come obiettivo l’identificazione, la classificazione, la salvaguardia e la promozione delle Eredità Immateriali della Sicilia, ossia della sua eredità culturale trasmessa oralmente di generazione in generazione e che per sua stessa natura è da considerarsi effimera e soggetta fortemente al rischio di estinzione. Il R.E.I. trae origine da una serie di raccomandazioni e di convenzioni UNESCO, (“Recommendation on the Safeguarding of Traditional Cultures and Folklore”, Convenzione “for the Safeguarding of Intangible Cultural Heritage”) e dai quattro principali programmi UNESCO nel settore del patrimonio culturale immateriale (Capolavori del Patrimonio Immateriale e Orale dell’Umanità, Tesori Umani Viventi, Lingue in Stato di Pericolo e Musiche Tradizionali del Mondo).

Il R.E.I. siciliano si compone di cinque libri in cui è classificata e sarà da classificare l’eredità culturale immateriale della Sicilia:

- IL LIBRO DEI SAPERI, in cui sono iscritte le tecniche di produzione, le materie prime impiegate e i processi produttivi identificativi di un particolare prodotto legato alla storia e alle tradizioni antiche di un gruppo sociale o una località (es.: prodotti di artigianato artistico, ricette tradizionali, prodotti enogastronomici). L’attenzione quindi è rivolta ai saperi immateriali che si sostanziano nei prodotti. Nel presente dispositivo, l’area del Libro dei Saperi acquista una rilevanza centrale e strategica, in quanto l’ambizione sottesa all’intera operazione è quella di una possibile riclassificazione globale dei saperi produttivi tradizionali che saranno legittimati da fondamenti scientifici e trasformati da prodotti di consumo in prodotti della cultura, salvandoli quindi dal rischio di estinzione e collegandoli alle contemporanee politiche di sviluppo locale-globale, comprese quelle promosse su propulsione comunitaria.

- IL LIBRO DELLE CELEBRAZIONI, in cui si classificano i riti, le feste e le manifestazioni popolari religiose e pagane, legate ai cicli lavorativi, all’intrattenimento e ad altri momenti significativi della vita sociale di una comunità e che affondandando le loro origini nel passato, ancora oggi sono sentite come essenziali momenti di espressione della collettività. In questo ambito, si avverte l’opportunità di una rivisitazione delle celebrazioni di tradizione più marcatamente civile ed attinenti, in particolare, al MEDIOEVO. Nella proposta di mappa preliminare esemplificativa, la presenza di beni tipologici quali la Contea dei Ventimiglia (Libro dei Luoghi), il Palio dei Normanni di Piazza Armerina (Libro delle Celebrazioni), il Palio della Contea di Modica (Libro delle Celebrazioni) stanno a significare tale opportuno riequilibrio di attenzione alla complessa stratigrafia storica della Sicilia.

- IL LIBRO DELLE ESPRESSIONI raccoglie le espressioni artistiche letterarie, musicali, teatrali, le minoranze linguistiche ed altre forme di comunicazione che rappresentano un modo di sentire e di essere di un determinato gruppo sociale o comunità. In questo ambito grande attenzione è posta alle parlate alloglotte (siculo-albanesi e gallo-italiche). La tradizione musicale/canora liturgica greco-albanese, soprattutto quella dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, anche nelle pertinenti riclassificazioni in corso, risulta uno straordinario esempio di rapporto creativo tra tradizione ed innovazione. Di notevole importanza sono anche i tradizionali canti del lavoro (contadini, tonnarioti, carrettieri). L’evocazione alta della contemporaneità è tratteggiata mediante alcuni autori della scrittura universale (Verga, Pirandello, Sciascia, Quasimodo, Vittorini, Tomasi di Lampedusa, Piccolo ed altri), nei quali straordinario risulta il nesso tra universalità e territorialità/identità, tra scrittura e luoghi, e per i quali, non a caso, di recente, sono stati promossi percorsi di valorizzazione e viva fruizione cognitiva, anche nella forma peculiare dei Parchi letterari.

- IL LIBRO DEI LUOGHI: in cui si individueranno gli spazi culturali dove si praticano attività quotidiane o eccezionali che costituiscono un riferimento per la popolazione di quel luogo, compresi i luoghi del mito, della storia, della letteratura, della leggenda.

- Il LIBRO DEI TESORI UMANI VIVENTI: è l’area più innovativa e vitale del dispositivo ordinamentale del REI. Sono finalmente gli uomini, in carne ed ossa, ad essere riconosciuti beni culturali immateriali, quelli portatori dei saperi tradizionali vitali, dal rais al ceramista, al liutaio, alla ricamatrice, allo scalpellino, al cantore, all’enologo, al caseario e così via. Il criterio selettivo è quello della unicità, vale a dire si tratta di soggetti detentori unici dei saperi tradizionali pertinenti. Non un “Museo vivente” dei saperi tradizionali e millenari, ma un “Laboratorio vivente” dei saperi, costituito da una schiera straordinaria di maestri, insieme detentori ed innovatori.

Il Registro, che è istituito presso il Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente della Regione Siciliana, conta ventisei “Eredità”, delle quali solo tre riguardano Messina:
1. Provincia: Messina; Area: Perolitani Nebrodi; Libro: Saperi; Oggetto: Saperi produttivi - Ciclo caseario (Maiorchino dei Peloritani, Provola dei Nebrodi);
2. Provincia: Messina; Area: Eolie (Filicudi); Libro: Tesori Umani Viventi; Oggetto: Detentori del Patrimonio Orale Tradizionale delle Isole Eolie;
3. Provincia: Messina – Enna; Area: Nicosia, Aidone, Sperlinga, Piazza Armerina, San Fratello; Libro: Espressioni; Oggetto: “Parlata Alloglotta Gallo-Italica.

Sicuramente poche le “Eridità” per la Regione Sicilia e per una Provincia così ampia territorialmente e popolosa quale è Messina.

Fanno parte del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, riconosciuti dall’UNESCO, 47 tra riti, celebrazioni, espressioni artistiche. Tra questi l’Opera dei Pupi del siciliano Mimmo Cuticchio, unico caso riconosciuto in Italia. Il riconoscimento è del 2001. Della stessa lista fanno parte ad esempio il Carnevale di Binche in Belgio, la Song of Sanaa dello Yemen, l’Eridità orale e le Manifestazioni Culturali del Popolo Zàpara dell’Ecuador e del Perù.

Informazioni complete circa il R.E.I. siciliano sono contenute nel sito internet del Dipartimento Regionale Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente della Regione Siciliana.
Per chi fosse interessato a promuovere l’iscrizione al R.E.I. di una “Eredità” del proprio territorio, nello stesso sito troverà il modulo di richiesta di iscrizione al Registro.