L’UNICA SICUREZZA DA AMPLIARE E’ QUELLA CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO!

di Antonino Marceca e Giacomo Di Leo

No alle modifiche peggiorative al D.D. Lgs. n° 81 del 2008

Il Decreto Legislativo n ° 81 del 2008 sulla sicurezza negli ambienti di lavoro è insufficiente a garantire realmente gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il D. Lgs. 81/2008 è la risultante di una difficile mediazione, nell’ambito del precedente governo di centrosinistra, tra una frazione della grande borghesia e la burocrazia sindacale, sopratutto della Cgil. Da qui la contraddittorietà, l’estrema genericità e imprecisione di diversi articoli degli allegati tecnici, inoltre il D. Lgs 81/2008,  pertanto come tutta la legislazione borghese, non prevede il controllo operaio sulla produzione e sui servizi di prevenzione, vero strumento questo per una efficacie politica di prevenzione negli ambienti di lavoro dal punto di vista dei lavoratori.

Il nuovo governo di centrodestra, ed in particolare il ministro Sacconi, si è impegnato a modificare entro fine luglio 2009 il D. Lgs 81/2008 in senso nettamente peggiorativo.

Dalle dichiarazioni di esponenti del governo e di Confindustria si è appreso che in questione ci sono soprattutto due articoli, il 2 bis e il 10 bis (cosiddetto «salvamanager»). Il primo, il 2 bis, assegna funzioni improprie agli enti bilaterali, conferendo loro compiti di certificazione che invece dovrebbero spettare a un soggetto terzo; il secondo, 10 bis,  sposta la responsabilità, nel caso di infortuni gravi, dal datore di lavoro e dal dirigente giù fino al lavoratore. Un fatto gravissimo, infatti se approvate queste modifiche interverrebbero su processi in corso come Thyssen Krupp ed Eternit (Amianto). Il 10 bis intacca anche l'articolo 2087 del codice civile, che prevede l'obbligo per l'imprenditore di fare tutto il possibile per tutelare l'integrità del lavoratore.

In realtà i punti critici sono molti di più e vanno dal superamento del divieto di visita preassuntiva,  all'abolizione della cartella sanitaria di rischio, e giù scendendo fino alla circolare del ministro del lavoro che prevede, tra l’altro, che l'ispettorato del lavoro non possa tenere conto delle denunce anonime.

I dati Inail 2008 su infortuni e malattie professionali danno un quadro drammatico della situazione, ancora una volta i dati confermano che i lavoratori precari e i lavoratori immigrati sono quelli maggiormente colpiti dagli infortuni mortali e con residuati permanenti. Nel 2008 i lavoratori immigrati hanno subito un incremento di infortuni rispetto all’anno precedente del 2%, un dato che deve essere inquadrato nelle diverse e più precarie condizioni di lavoro in cui sono tenuti questi lavoratori.

Altro dato da rilevare è l'aumento delle malattie professionali: nell'ultimo biennio sempre più persone hanno riscontrato problemi di salute riconducibili alle condizioni dell'ambiente lavorativo: sordità, tendinite, affezioni dei dischi vertebrali o artrosi, le malattie più diffuse. Di queste malattie professionale nel 2008 ben 280 sono stati mortali.

La lotta contro gli infortuni e la sicurezza negli ambienti di lavoro, assieme al blocco dei licenziamenti, all’abolizione delle norme razziste e di precarizzazione, alla salvaguardia del potere d’acquisto dei salari, all’estensione delle tutele assistenziale a tutti i lavoratori, alla riduzione dell’orario di lavoro per permettere il riassorbimento della disoccupazione,  devono essere poste tra i primi punti nelle piattaforme di lotta dei lavoratori.

(Organizzazione Comunista, Alternativa Proletaria per la Quarta Internazionale)

arton291