«L’urlo dei pendolari dello Stretto non viene ascoltato dalla cittadinanza»

La continuità territoriale tra la Sicilia e il Continente? Un optional. Sul dibattito riguardo la vertenza Stretto interviene anche la presidente di Legambiente Santina Fuschi, secondo la quale «è una vergogna il lassismo con cui è stato, anzi non è mai stato affrontato il problema da parte di chi in campagna elettorale promette anche la luna ad una città che si accontenterebbe di avere i servizi primari. Siamo 8.000 i pendolari che ogni giorno affrontano disagi, insulti, ritardi, rincari fuori da ogni ISTAT, oneri vari, orari, ritardi, anticipi, salti di corsa, motori in fiamme, inquinamento acustico, scarichi maleodoranti, attracchi per niente ospitali, barriere architettoniche, assenza di spiegazioni in caso di emergenza, costi eccessivi di ristorazione, tabelle d’imbarco ridotte per diminuire i costi e quindi, la sicurezza dei viaggiatori, e compagnia cantando. Tutti delicatezze riservate ai pendolari da entrambi i vettori dello Stretto».  «Certo  il privato detta legge, il monopolio sulla città impone prezzi, tariffe, tabelle e gli altri si adeguano, e Bluvia il carrozzone a partecipazione pubblica che fa? Invece di soccorrere i lavoratori, come si suol dire, da loro il colpo di grazia: licenziamenti, dismissioni, navi anteguerra, corse sempre più rare. Altro che mobilità sostenibile. Si pensa alle opere faraoniche, alle grandi infrastrutture, al Ponte, senza considerare lo sfacelo delle linee ferrate della Calabria e della Sicilia. Senza considerare, che in un periodo di crisi delle risorse, si dovrebbe pensare ad un cambio di sistema nei trasporti soprattutto di merci: meno gommato, più marittimo e ferrato. Meno inquinamento senz’altro e se poi volessimo anche minori costi basterebbe adottare un tipo di commercio solidale preferendo sviluppare i prodotti e i servizi delle proprie regioni, del proprio paese, senza necessariamente buttare al macero le nostre meravigliose arance ed importare quelle cerate dalla Spagna».  Budelli 2Secondo la Fuschi «i nostri cari amministratori dovrebbero fare i pendolari per una settimana. Alzarsi all’alba per prendere lavoro almeno 4 ore, e a volte neanche arrivarci perché, soprattutto nel caso di Bluvia, nessuna ti informa che la nave veloce non parte. E la splendida idea, poi della metropolitana del mare? A quanti di noi pendolari servirà fare il giro di Rc, Messina e Villa a 5 Euro prima di iniziare a lavorare? Forse pensavano al tour turistico. E’ difficile comprendere che cosa giusta e utile è velocità, economicità e collegamento diretto? Ma perché a risolvere i problemi veri, non viene chiamato l’uomo di tutti i giorni? Il pendolare che d’inverno viene lasciato sul molo al vento crudele delle nostre correnti e in estate all’afa terribile della nostra umidità? E difficile prendere decisioni al fresco degli uffici con l’aria condizionata su poltrone di pelle. Per quanto riguarda di cittadini di Messina, ci spiace pensare che siano stati in grado di bloccare il traffico sullo Stretto solo in occasione del campionato di calcio. E’ poco onorevole e egoistico che l’urlo che i pendolari, da anni, sollevano, circa le condizioni di traghettamento e l’alto costo che devono affrontare, compresi quello di parcheggio, non venga ascoltato dalla cittadinanza».