Adesione Ocap a manifestazione NoPonte

L'Organizzazione Comunista-Alternativa Proletaria per la Quarta Internazionale (OCAP) aderisce alla manifestazione NO PONTE dell'otto agosto a Messina e invita i lavoratori e i cittadini a partecipare a questa iniziativa di lotta. 
La Sicilia ritorna in piazza contro l'insulto più grande alla sua popolazione, in particolare proprio ai lavoratori e ai giovani: l'inutile e dannoso Ponte di Messina. Il governo Berlusconi ripropone ancora una volta una grande beffa, sottovalutando l'intelligenza dei siciliani, e approfittando anche della mancata chiusura della società Stretto di Messina Spa: promessa, una delle tante, non mantenuta dal governo Prodi. Il governo Berlusconi, uno dei più pericolosi del dopoguerra per l'attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e alle devastazioni ambientali del territorio,  ripropone la politica delle grandi opere in un momento di profonda e prolungata crisi sociale ed economica del Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia, stornando soldi per opere dannose ai fini ambientali, sociali ed occupazionali, con il fine di illudere la gente. Secondo la Dia, l'Ente Investigativo Antimafia, il ponte costituisce un forte impulso per i loschi affari delle famiglie della borghesia mafiosa delle due parti dello stretto: un ricco piatto che intendono spartirsi a spese dello Stato, quindi dei lavoratori, socializzando le perdite e privatizzando i profitti. Un film già visto: i lavoratori e le comunità meridionali non intendono pagare nuovamente il biglietto. Il ponte sullo Stretto è un'opera insensata ingegneristicamente, dai costi enormi, dall'impatto ambientale spaventoso in termini di cementificazione e di rischi, primo su tutti quello sismico. Tra due regioni con infrastrutture interne vergognosamente inadeguate, si pensa di costruire un'opera mastodontica che collega il nulla, che non da nessun beneficio. Altri sono gli interventi di cui ha bisogno la Sicilia, da quelli infrastrutturali basilari (raddoppi ferroviari su tutte le linee esistenti; nuove linee nelle zone mai raggiunte dal servizio; autostrade rimodernate e razionalizzate; valorizzazione dei porti con nuove rotte e flotte ingrandite, per snellire il traffico su quattro ruote e l'inquinamento conseguente, grazie alle autostrade del mare ( altro che dismissioni dei vettori pubblici della navigazione e. lasciare a terra i pendolari per imbarcare i più redditizi mezzi gommati  per favorire. i soliti noti armatori..), aeroporto  commerciale a Comiso sulla struttura già esistente, a quelli sovrastrutturali della gestione delle risorse economiche, che esistono e sono ingenti, ma sono sempre dirottate verso gli interessi dei capitalisti, che si vogliano chiamare mafiosi o meno. La risoluzione della questione del ponte sullo Stretto passa anche attraverso la creazione di un'alternativa globale al sistema di sviluppo capitalistico, che privilegia il privato sul pubblico, il profitto sul bene comune (vedi l'inquinamento e i morti per i Tir a Messina). Il ponte è uno fra i tanti catastrofici simboli di questo sistema insieme ai C.I.E. per immigrati, alla guerra, alla miseria e allo sfruttamento del capitale sul lavoro.
UN PONTE SOLO TRA LE LOTTE
Unità d'azione con il movimento dei lavoratori marittimi! Si alla stabilizzazione del posto di lavoro per i marittimi e tutti i settori sociali precarizzati o in corso di licenziamento: dall'ATO 3, all'Atm, al McDonald, ai lavoratori dei servizi, scuola, sanità ecc., alla Rodriguez. La tragedia del "Segesta Jet", che ha causato morti e feriti,  ripropone con forza il problema della sicurezza della navigazione nell'area dello Stretto.
LOTTIAMO PER IL POTENZIAMENTO DELLA NAVIGAZIONE PUBBLICA E PER LA SUA SICUREZZA-
PER LA MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA DEL TERRITORIO-
PER GRANDI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DAL RISCHIO SISMICO NELL'AREA DELLO STRETTO, E PER LA RICOSTRUZIONE DELL'ABRUZZO CON UNA PARTE DELLE RISORSE DESTINATE PER IL PONTE-
UNITA' D'AZIONE NELLE LOTTE (dalla Val di Susa a Messina), TRA I MOVIMENTI CHE COMBATTONO LA DISTRUZIONE DEI BENI COMUNI (ACQUE, ARIA, ECC) E
IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI, CHE PROPONE UN NUOVO PROGETTO DI CIVILTA' CHE FERMI QUESTA BARBARIE: UN PROGETTO COMUNISTA
-Giacomo Di Leo, Andrea Calarese ( per il coordinamento regionale dell'organizzazione comunista Alternativa Proletaria,per la Quarta Internazionale