Cigl:“La Sicilia è letteralmente scomparsa dal Progetto di produzione delle ferrovie”

"La ritirata di Trenitalia dalla Sicilia sarà reale con la cancellazione delle 8 coppie di treni a lunga percorrenza, 16 tra Intercity ed Espressi, la chiusura delle Officine manutenzione di Messina, Siracusa e Palermo, della Sala operativa di Palermo e di tutti gli uffici collegati e le stazioni e la totale soppressione delle navi che traghettano i treni nello Stretto". “La Sicilia è letteralmente scomparsa dal Progetto di produzione delle ferrovie e con la Sicilia tutti i treni a lunga percorrenza e il trasporto nello Stretto. A questo punto, dal momento che i fatti smentiscono tanto il ministro Matteoli quanto il nostro sindaco Buzzanca, vorremmo capire cosa”. La Cgil di Messina, attraverso le parole del segretario generale Lillo Oceano e quelle del segretario responsabile del settore trasporti Pino Foti, commenta così il Piano di produzione 2010 presentato da FS. “Il Piano presentato non è più un progetto o una mera intenzione manifestata da Fs, è realtà. È la definizione, a partire dal prossimo dicembre, tra 4 mesi cioè, di tutte le tratte ferroviarie di Trenitalia che come mostrano efficacemente i grafici si arrestano in territorio calabrese. La Sicilia, come per altro Fs andava annunciando da tempo, scompare, e insieme a lei tutti treni a lunga percorrenza che oggi collegano la nostra isola al resto del paese e scompaiono anche le officine,  gli uffici, le stazioni, le navi.  Migliaia di posti di lavoro cancellati, almeno 3000, la maggior parte dei quali a Messina. Un’apocalisse. La fine della mobilità nel nostro paese per come la conosciamo”, denunciano, nella nota,  Oceano e Foti. “In questo sistema è evidente che delle 4800 unità di personale oggi impiegate da Fs in Sicilia ne resterà solo una minima parte” osservano Oceano e Foti- “Dal momento che ciò di cui stiamo parlando non è un progetto a lungo termine ma il Piano trasporti presentato direttamente da Fs, vorremmo sapere di cosa si è parlato nei Tavoli romani e messinesi organizzati e partecipati da Buzzanca nei giorni scorsi.  È evidente – proseguono - che qualcuno ha bluffato e volutamente negato o omesso. Di certo c’è solo il furto operato ai danni dei messinesi e dei siciliani che, nonostante gli annunci, le promesse, le prese di posizione dei nostri rappresentanti regionali e locali, vengono di fatto sbattuti fuori dal sistema paese, allontanati come un parente scomodo”. Poi sul Ponte sullo Stretto  la Cgil esprime questa amara treno-indianiconsiderazione: "Buono solo per affermare che sono stati stanziati i soldi per il mezzogiorno, anche se non ci sono neppure quelli. Nel Decreto anticrisi c’è scritto infatti chiaramente che l’utilizzo di quei fondi viene deciso da Tremonti sulla base della compatibilità di finanza pubblica. Come dire: solo dopo avere soddisfatto i bisogni del nord”.  “Appare ormai evidente che non ci si possa più tirare indietro e che a settembre si debba andare alla mobilitazione generale di tutta la cittadinanza per la mobilità, le infrastrutture, lo sviluppo e il lavoro. Una mobilitazione sulla quale devono indistintamente spendersi i partiti e i loro dirigenti perché il tempo delle note scritte e delle telefonate amicali è evidentemente finito."