“Notte nera” a Messina

“Per ora abbiamo fatto solo iniziative di presentazione della nostra guardia nazionale. A Siracusa e a Messina, dove il 13 settembre abbiamo in programma un’iniziativa che si chiama ‘Notte nera’, è tutto pronto per iniziare le attività”: chi parla è la presidente del Msi, Maria Antonietta Cannizzaro, da Reggio Calabria, moglie di Gaetano Saya, ideatore della Guardia nazionale italiana.

La signora interviene nella disputa sulle ronde; minaccia di andare a manifestare con le proprie “camicie ocra” sotto il Viminale, sotto le finestre del ministro leghista Maroni; vuole sfilare con l’aquila imperiale sulla cravatta, con i simboli dell’”impero romano” mussoliniano, ma dice di non essere fascista. In questo guazzabuglio sulla cosiddetta sicurezza dovrebbe andarci di mezzo pure Messina.

Per questo la Rete di ecologia sociale chiede al sindaco Buzzanca se ha deciso qualcosa in merito alle ronde: secondo il decreto attuativo di Maroni, saranno i primi cittadini a decidere se autorizzare o meno questo strano strumento di “pubblica sicurezza”. Seguendo il dettato del ministro dell’Interno del governo “amico” di Roma, dovrebbe rinunciare al poliziotto che gli è stato affiancato dal prefetto e prendere in sua vece un rondista. Una “camicia ocra” invece di un uomo in divisa dello Stato.

La Rete di ecologia sociale chiede un pronunciamento anche al prefetto in merito all’annunciata “notte nera” del 13 settembre: se la sente di autorizzarla una manifestazione così “tenebrosa”? Potrebbero esserci problemi di ordine pubblico, come dimostrano già i primi episodi di esordio delle ronde in giro per l’Italia. Per quanto Messina non brilli nel suo complesso per attaccamento alla democrazia, certamente ci sono alcune migliaia di uomini e donne che a questa tengono, così come tengono alla Costituzione e alla libertà, che sentono un istintivo moto di “incompatibilità ambientale” con questo tipo di manifestazioni. In una città che non ha neanche provato a fare una “notte bianca”, avere una “notte nera” è troppo.