Gabbie salariali

di Arturo Scotto

Ma siamo proprio sicuri che le gabbie salariali nel sud non esistano già? E' che come al solito ci troviamo in mezzo ad una vera e propria operazione propagandistica nel bel mezzo del generale agosto quando gli italiani sono intenti a preparare le valigie per qualche giorno di vacanza e guardano con distrazione e talvolta con fastidio al dibattito politico. Il Rapporto di Bankitalia come quello dello Svimez di appena due settimane fa conferma un quadro arcinoto, che tra regioni del Mezzogiorno e resto del paese vi fosse un divario paragonabile a quello della Germania est ed ovest a vent'anni dal processo di riunificazione non c'è dubbio. Che il costo della vita sia nettamente più basso è un fatto risaputo. E allora? Se analizziamo le differenze di reddito e di presenza produttiva tra queste aree del paese ci rendiamo conto che è una conseguenza abbastanza logica. Se il reddito procapite di un cittadino lombardo è esattamente il doppio di quello di un cittadino di Casoria piuttosto che di Lamezia Terme, mi sembrerebbe abbastanza ovvio che i prezzi per generi di consumo di prima necessità come per la cura della salute non corrispondano esattamente.
Tuttavia, non si puo' capire perfettamente cosa c'è dietro quei dati, se non si analizzano fino in fondo i caratteri precipui e fondamentali che attanagliano il Mezzogiorno.

Già, perchè si devono fare i conti con tre diversi parametri che mancano nell'agenda della politica e che  invece sono la chiave di lettura più interessante per spiegare il divario tra i diversi sistemi produttivi: il parametro creditizio, il parametro criminale, il parametro discriminatorio.
Un operaio specializzato di una piccola  impresa di Frattamaggiore che produce pneumatici guadagnerà sicuramente due trecento euro in meno di un suo collega di gallarate. Perchè?
La banca che presta soldi all'impresa prima di offrire una fidejussione  o un anticipo di cassa sarà molto più attenta e selettiva. Dove scarica il padrone?
Sul costo del lavoro, innanzitutto. Al Sud i famosi contratti di secondo livello nei fatti sono una chimera.
Inoltre quando la banca non presta i soldi, chi ha la liquidità per farlo? L'usura ed il mondo criminale, che è diventato il fattore principale dell'economia nel Mezzogiorno, e non solo. Infine, il lavoro nel sud come direbbe Massimo Troisi non esiste se non ha un aggettivo vicino: e quello grigio e nero è molto più diffuso qui che altrove. Va dai lavoratori stagionali a chi serve al tavolo di un caffè, dall'edilizia alle officine lmeccaniche: per non parlare dell'espulsione pressochè generalizzata delle donne dal mercato del lavoro. Basti guardare i dati del collocamento:
ormai non si iscrivono nemmeno più. Insomma se nel Mezzogiorno la maggioranza delle famiglie sono monoreddito – o arrivano ad un reddito e mezzo – mi sembra ovvio che il costo della vita sia decisamente più basso. Allo stesso tempo, ci sarebbe da discutere con la Lega rispetto alla mole di trasferimenti che arrivano nel Mezzogiorno, sempre più a singhiozzo e sempre più irrilevanti.
L'operazione di una settimana fa dei quattro miliardi alla Sicilia si configura come una delle pagine più nere del clientelismo del nord degli ultimi cinquanta anni. Dopo una finzione del puparo lombardo, governatore della sicilia, che avava lasciato intravedere una battaglia senza rete per i diritti del mezzogiorno, si è scelto di rimpinzare il serbatoio elettorale siciliano e tagliare i rubinetti alle altre regioni che già faticano notevolmente a pagare gli stipendi e le commesse. Come verranno finalizzati quei soldi, non si sa.

Intanto si riapre il dibattito sulla cassa del mezzogiorno, senza che nessuno abbia chiarito dove sono i soldi che mancano all'appello oggi per le popolazioni meridionali. La banca d'Italia ha citato dei numeri: sono oggettivi ma senza una spiegazione autentica del contesto sociale in cui vivono sono semplicemente acqua fresca. Occorre una piattaforma nazionale del mezzogiorno, altro che misure punitive. Se l'idea della Lega e di Calderoli è quella di rendere il Sud semplicemente un'area di libero scambio, gli si puo' obiettare che la mafia, la camorra e la n'drangheta ci hanno già pensato. O si riparte da qui, oppure siamo alle solite chiacchiere estive.