Messina, maxi truffa allo Stato

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina ha smascherato una truffa da oltre 3,4 milioni di euro ai danni dell'Inps, architettata da 5 aziende agricole con sede nella zona nebroidea. La truffa passava da false assunzioni di braccianti e dalla dichiarazione di una disponibilità di terreni superiore a quella effettiva. Dal 2006 al 2008, nei terreni di S. Angelo di Brolo, Sinagra, Roccella Valdemone, Montalbano Elicona, Tripi, Tortorici, Gioiosa Marea, Librizzi e Raccuja, le cinque aziende, sottolineano gli inquirenti, "hanno documentato un fabbisogno di lavoro in misura sproporzionatamente superiore rispetto a quello effettivamente necessario, quantificato in quasi 172.000 giornate lavorative fittizie e avrebbero fatto risultare avviati al lavoro i braccianti agricoli presentando dichiarazioni di manodopera agricola trimestrale che avrebbero indotto in errore gli enti previdenziali e assistenziali, procurando ai lavoratori un ingiusto profitto pari alle somme di denaro dovute dall'Inps a titolo di indennità (disoccupazione, assegni familiari, contribuzioni pensionistiche e prestazioni per malattie e maternità)". inpsIl danno erariale complessivo ammonta a circa 6.500.000 euro, comprensivo dei contributi non versati dai datori di lavoro. Le Fiamme Gialle hanno denunciato all'Autorità Giudiziaria i titolari delle ditte e 1.979 falsi braccianti agricoli, tutti residenti nel messinese, per truffa. A conclusione delle indagini i titolari delle aziende saranno segnalati anche alla Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo per il danno erariale.