Inutile e dannoso il ponte sullo Stretto

Giacomo Russo Spena - il manifesto

Le adesioni aumentano di ora in ora. E la voglia di protestare, dopo la recente approvazione del decreto anticrisi che stanzia 1,3 miliardi di euro per l’opera, non manca. Malgrado il caldo agostano. Sono previste almeno 5mila persone - non poche - al corteo di sabato contro il ponte sullo Stretto (appuntamento alle ore 18 a piazza Cairoli, Messina).
Una mobilitazione promossa dal comitato locale e che vedrà la partecipazione di numerose associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente e Italia Nostra), sindacati di base e alcuni partiti (Rifondazione, Sinistra e Libertà e, forse all’ultimo, anche il Pd messinese). Delegazioni nazionali arriveranno in Sicilia con pullman organizzati, il tam-tam è esploso anche su facebook con decine di pagine nate spontaneamente per esprimere il dissenso verso un’opera «inutile e dannosa» dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Anche se la rete No-ponte sta cercando di spostare l’attenzione verso altri aspetti negativi dell’infrastruttura, come quelli economico-sociali. «Contro il loro ’ponte’ fatto di colate di cemento, speculazione e disprezzo per la democrazia - viene scritto in un comunicato - chiediamo di riorientare la spesa pubblica verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza antisismica ed idrogeologica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico nello Stretto». Ad aprire il corteo sarà lo storico striscione «No ponte», subito dietro le associazioni, a chiudere sindacati e partiti.
Intanto il governo va spedito per la sua strada, ignorando le proteste e finanziando, nell’ultimo decreto, 1,3 miliardi per le «opere collaterali» alla maxi-infrastruttura. «E’ pazzesco, non esiste nemmeno un progetto definitivo del ponte», esclama Ciro Pesacane del Forum Ambientalista che ricorda come lo stesso progettista, Remo Calzona, parli ora di opera «non al passo coi tempi». Alcuni problemi tecnici restano irrisolti: non viene evitato l’effetto del galopping ed ha una scarsa valutazione sull'alta sismicità dell'area, sulla tenuta delle saldature della struttura e sui limiti tecnologici attuali per garantire una luce così lunga.
In tanti comunque pensano che quello del governo sia tutto un bluff e che l’opera in realtà non si farà mai. «Non bisogna allentare la guardia» afferma invece Gino Sturniolo del comitato locale, che vede nel ponte «un rubinetto con cui il governo regala fondi pubblici a pochi contractors». Sottolinea, infatti, come dietro l’alta velocità o gli inceneritori o altre «opere dannose all’ambiente e alla salute» ci siano sempre le stesse imprese. Impregilo docet. Non sarà come la manifestazione del gennaio 2006, che vide più di 20mila persone protestare a Messina, ma la determinazione è sempre la stessa.