Chi paga la “campata per aria” del Ponte?

Andare in piazza fa bene, manifestare le proprie idee pure: la Rete di ecologia sociale ne ha una, che non ha inteso esplicitare nella ‘kermesse’ di interventi a conclusione della bella manifestazione di ieri, per poterne discutere successivamente con la Rete No-ponte.

Partiamo dalla dichiarazione del prof. Remo Calzona, uno dei massimi rappresentanti dell’ingegneristica italiana: con la progettazione di massima finora elaborata dalla società “Stretto di Messina” il ponte non si regge. Peraltro si tratta di un progetto abbondantemente datato e non scevro di incognite tecniche. Passare alla progettazione esecutiva, su queste basi, sarebbe uno sperpero di denaro colossale: perché non ne dovrebbero rispondere personalmente i signori Ciucci Pietro, Matteoli Altero e Tremonti Giulio?

Azzardare buona parte del miliardo e 300 milioni di euro, stanziato per il ponte sullo Stretto, sull’operazione di passaggio al progetto esecutivo ha il solo significato di favorire il General Contractor, l’associazione di imprese guidata da Impregilo.

Insomma ha ragione l’autore dell’ultimo libro sul Ponte, Gino Sturniolo, quando alla “campata per aria” del manufatto affianca una chiara indicazione: “mucche da mungere”. La partnership pubblico-privato sullo Stretto si delinea così molto chiaramente.

E la popolazione locale con tutto questo cosa c’entra? Sembra essere chiamata solo a esprimere consensi a valanga, facendole “girar la testa”. Perché, nel frattempo, non chieda “opere di prossimità” vicine alle proprie esigenze. Invece la manifestazione di ieri proprio questo chiede e sollecita gli abitanti dello Stretto a chiedere: che quel miliardo e 300 milioni di euro sia impiegato per un trasporto sullo Stretto che non sia più la sofferenza attuale, per l’occupazione reale nel settore della mobilità urbana e interregionale, per opere utili, come la messa in sicurezza del territorio e degli abitati.

A proposito: l’ing. Ciucci, nella sua qualità di presidente dell’Anas, quando riparerà le strade statali che attraversano il territorio messinese, a partire dai movimenti franosi di Calamona, Gesso e Scaletta? Quando darà lavoro immediato a imprese e operai messinesi nel settore di sua competenza e responsabilità?