IN 5.000 HANNO DETTO NO AL PONTE

Cinquemila persone  hanno sfilato in corteo per le vie di Messina. Una "città morente" che ieri pomeriggio si è improvvisamente svegliata. Le Forze dell’Ordine sul posto tracciano pero' un bilancio meno roseo: 2500 persone ma, a vederlo sfilare, quel serpentone sembra ben più “corposo”. Una vera e propria festa, pacifica, fatta di cori, musica, balli, striscioni, magliette Noponte, bandiere, alcune utilizzate come “abitino" per cani. La manifestazione è ben riuscita. Nessuno scontro, nessun tafferuglio, solo musica e la voce di uno speaker che ricorda le ragioni per le quali Messina deve restare senza Ponte. E ricorda i recenti episodi di intolleranza verificatisi negli ultimi giorni in città: il rogo che ha distrutto la sede del circolo anarchico Malastrana e il discusso, soprattutto sul web, episodio che ha visto protagonista il giovane allontanato dalle Forze dell’Ordine in Fiera in occasione dell’arrivo del Ministro Alfano. Il corteo si è snodato nella massima tranquillità. A sfilare ideali, con e senza colore politico, quelli di un pezzo di città che non tollera le imposizioni dall’alto e che in mezzo a quello specchio di mare che ama non vuole dover vedere un Ponte. Partito da Piazza Cairoli, il corteo ha attraversato metà del viale San Martino prima di svoltare verso la via Santa Cecilia: da qui i manifestanti hanno proseguito la loro marcia lungo tutta la via Cesare Battisti, sfilando accanto al tribunale e alla sede centrale dell’Università di Messina, per poi sfociare sul viale Garibaldi e per raccogliersi, infine, nella piazza antistante il municipio. 3802141728_648c2e4882Qui, su un palco improvvisato sulle scale dello stesso palazzo comunale, gli organizzatori e gli esponenti dei gruppi sopra citati si sono alternati al microfono: tra i tanti possiamo menzionare Gino Sturniolo della Rete 'No-Ponte', Renato Accorinti, Mariano Massaro dell’Or.S.A., Luca Gangemi di Rifondazione Comunista, Gennaro Migliore di Sinistra e Libertà e Mariacristina Saija di Energia Messinese.

Foto di Enrico Di Giacomo