Veterinaria forlivese rifiuta microchip a cane siciliano

di S.I.

Una notizia che ha dell'incredibile: un atto di razzismo nei confronti di un cane colpevole di essere... siciliano

Da circa un anno l'ass. 'Noi Animali Onlus' collabora con associazioni e volontari del Sud per aiutare a trovare casa ai cani che da noi sono chiusi nei canili o abbandonati per strada, sempre più spesso vittime di violenze e crudeltà. In presenza di richieste di cani di un certo tipo ed accertandone l'assenza nella loro zona, i volontari della benemerita associazione li fanno arrivare dalle regioni del Sud per darli in affido al Centro e al Nord previa richiesta che i cani vengano sverminati, spulciati e che vengano eseguiti i vari test prima della partenza, proprio per avere maggiori garanzie sulla salute dell'animale.

Dopo l'ennesima richiesta di aiuto, arrivata dall'ass. 'Aronne' di Agrigento, l'ass. 'Noi Animali' accoglie alcuni cuccioli in quanto erano presenti richieste di adozione da famiglie del Centro-Nord.

I cuccioli arrivano all'aereoporto di Bologna il 5 agosto e nello stesso giorno alcuni sono direttamente affidati da una volontaria alle famiglie richiedenti alle quali era già stato effettuato il controllo pre-affido.

A Forlì viene adottata una dolcissima cucciola di 3 mesi.

Quando il signor F. H. si presenta presso l'ambulatorio della d.ssa M.P. (libera professionista nonchè direttore sanitario del canile di Forlì) chiedendole di microchippare il cane, riceve un fermo NO seguito da un mare di polemiche sull'adozione del cane.

Nello specifico la d.ssa contesta al signor F.H. di aver preso un cane dal Sud invece di adottarlo dal canile di Forlì e il signore risponde che c'erano andati, ma non avevano trovato il cane che volevano quindi che hanno voluto salvarne uno da qualche altra parte e così avevano fatto.

La d.ssa a quel punto pretende il numero di cellulare della persona che ha consegnato il cane dicendo che non va bene dare un cane proveniente dal sud senza certificati e documentazioni varie (la cucciola in questione - come precisato dai responsabili dell'associazione - giungeva con libretto sanitario ed allegato certificato medico di buona salute) e che quel libretto può essere riferito ad un qualsiasi cane perchè non riporta la firma del veterinario.

Poco dopo al telefono, con una volontaria dell'associazione, la veterinaria esplode in una lite con insulti e contesta ai volontari della stessa associazione di "approfittarsi della povera gente che non conosce le leggi", e aggiunge che "sarebbe meglio a lasciare i cani al sud per evitare di creare pandemie al nord", che "non ci si deve impicciare perchè le istituzioni al sud funzionano e non dobbiamo permetterci di mandare cani malati al nord", e "che i volontari sono perfettamente inutili perchè c'è già chi ci pensa (le istituzioni)". Successivamente trattiene il libretto sanitario del cane e liquida i signori (marito e moglie con bambino) rifiutandosi categoricamente di mettere il microchip al cane (cosa che la famiglia avrebbe voluto fare anche perchè inserita come clausola obbligatoria sul modulo di affido).

Nel pomeriggio dello stesso giorno la d.ssa M.P. continua a ribadire ai volontari dell'associazione che:
"non si devono portare al nord i cani del sud per evitare contagi, che a Forlì non ci sono cani malati di leishmania e non se ne devono introdurre, che i cuccioli dati alle famiglie sono equiparabili a quelli provenienti dall'est" ed altre amenità anche peggiori.

La sera dello stesso giorno il signor F. H. chiama allarmatissimo quanto dispiaciuto e comunica ai volontari di 'Noi Animali' di dover restituire la cucciola perchè la veterinaria, dalla quale era tornato per riavere il libretto sanitario, diventata improvvisamente gentile, diagnostica un "terribile fungo" che avrebbe infestato tutto e tutti con conseguenze gravissime.

Il signore in questione, senza precedenti esperienze di animali ed allarmato dalle parole della d.ssa, ha così deciso di restituire il cane.

La dott.ssa in questione ottiene ciò che evidentemente voleva: far tornare a casa un 'bastardo del Sud'.

Il giorno seguente la cucciola viene visitata dalla veterinaria dell'associazione, la quale non riscontra alcun tipo di problema né malattie, tanto meno funghi ma soltanto piccole escoriazioni.

Ma la cosa non finisce qui: la dott.ssa M.P. si attiva adesso per convincere altri colleghi a mantenere lo stesso atteggiamento e comportamento, rintracciando i nomi dei volontari (soprattutto quelli che si danno da fare per aiutare i cani del sud) al fine di denunciarli e farli desistere da queste "imprese".

Si può scrivere all'Ordine Provinciale dei Medici Veterinari di Forlì in via Marchini G., 1 - cap 47100 Forlì tel. 0543796759 oppure inviare una mail a questo indirizzo: ordinevetfc@tiscalinet.it
sia per manifestare la propria opinione su questa vicenda che per illustrare il lavoro di tutti i volontari e spiegare loro come vanno le cose al sud (incredibile che non lo sappiano).

(Fonte: Tiziana Bordini 'Noi Animali Onlus - Polverigi'
www.noianimali.com)