8 Agosto: Un gioioso pomeriggio di protesta

Otto-dieci mila secondo gli organizzatori. Tremila e duecento secondo le forze dell’ordine. Parliamo del numero dei partecipanti al corteo contro il Ponte sullo Stretto tenutosi nel caldo pomeriggio di sabato 8 agosto.

Certo che conteggiare i duecento oltre i tremila è davvero singolare, specialmente quando se ne ignorano altre seimila di persone presenti ad un corteo. Ma non ci stupiamo più di tanto.

Il corteo organizzato dalla “Rete No Ponte” contro la costruzione dell’inutile e dannosa infrastruttura ha registrato la partecipazione di partiti politici, movimenti messinesi, calabri e siciliani oltre ad associazioni e singole individualità.

La pacifica manifestazione, resa viva dalla musica e dagli slogan per sollecitare il governo e gli amministratori locali a puntare su modelli di sviluppo che prescindano dalla realizzazione dell’opera, sottolineando gli enormi bisogni del territorio, si è mossa da Piazza Cairoli alle ore 18.30, percorrendo il Viale S. Martino, la Via S. Cecilia, la Via Cesare Battisti per finire, alle ore 20.80, davanti al palazzo comunale dove si sono susseguiti i vari interventi.

Gli oratori (da Michelangelo Tripodi, dell’Ufficio politico del Pdci e assessore all’Urbanistica della Regione Calabria, a Gennaro Migliore, esponente di Sinistra e Libertà, da Luca Cangemi, segretario regionale del Prc, a  Pietro Interdonato, rappresentante dei pendolari dello Stretto, da Mariano Massaro del Sindacato Orsa a esponenti della Lega Ambiente) hanno dato particolare attenzione ai temi del lavoro e della mobilità dello Stretto, in un periodo in cui Rfi continua la politica di dismissione del trasporto ferrato e il servizio di Metropolitana del Mare non è ancora stato avviato, con il conseguente spostamento della domanda verso i vettori privati.

Il messaggio dei partecipanti è stato chiaro: se il governo manterrà la linea del Sì, non vi sarà un passo indietro, si continuerà a dichiarare la propria contrarietà alla costruzione dell’opera. “Lavoreremo fino alla fine – dicono dalla Rete No Ponte - perché la scelta dell’avvio dei lavori rientri ma se dovessero dare il via alla cantierizzazione noi saremo lì per contrastarli. Questa grande manifestazione ci dice che possiamo fermarli. E lo faremo."