NO AL PONTE: MANIFESTARE AD AGOSTO

MESSINA. Oltre le più rosee aspettative degli organizzatori la partecipazione alla manifestazione contro il ponte sullo stretto dello scorso otto agosto. Più di 8000 persone si sono ritrovate a piazza Cairoli, nel cuore della città peloritana, ed hanno sfilato per le vie del centro storico animando un corteo lungo e colorato che si è concluso all'imbrunire a piazza Municipio, dove-in un clima gioioso- si sono tenuti gli interventi conclusivi dei componenti della Retenoponte e dei tanti esponenti delle associazioni e dei movimenti che nelle settimane passate avevano fatto pervenire la propria adesione alla manifestazione. Grande la soddisfazione della Retenoponte."In questi mesi di preparazione del corteo-si legge nel comunicato che tira le somme della mobilitazione- qualcuno ci aveva consigliato di lasciar perdere, di non rischiare, perché il periodo non era adatto, perché il clima politico non era adatto, perché era difficile confrontarsi con la straordinaria manifestazione del 22 gennaio 2006. Come se il successo di quella iniziativa potesse essere un’ipoteca per le mobilitazioni successive. Ma -prosegue Retenoponte-evidentemente abbiamo avuto ragione ad insistere, perché coglievamo sul territorio ed, in generale, nel movimento la necessità di ridare voce e corpo ad una istanza, quella contro il ponte, che è anche il simbolo di tutte le lotte contro le devastazioni territoriali." La risposta del "territorio" infatti è stata pronta. In piazza si è vista tantissima "gente comune" che ha contribuito ad ingrossare un corteo già ricco di presenze storiche, non solo messinesi ma provenienti da tutte le provincie sicilane e calabresi: dalle associazioni ambientaliste - Legambiente, WWF, Italia Nostra-; ai centri sociali  e alle reti territoriali  contro le grandi opere, passando per i partiti della sinistra -PRC,PDCI; Sinistra e Libertà, Radicali. Non meno importante la presenza dei sindacati: visibilissime le bandiere della CUB , dei Cobas e dell'ORSA; più discreta , ma non meno importante la presenza della CGIL.Hanno fatto capolino  anche dirigenti e militanti del PD Messinese, anche se dal partito di Franceschini non è giunta alcuna adesione formale alla manifestazione, fatte salve quelle a titolo personale dei segretari provinciale e cittadino di Messina , di alcuni esponenti istituzionali e di diversi circoli territoriali. Pochissimi tuttavia gli esponenti nazionali dei partiti presenti a Messina. Si sono visti l'ex parlamentare del PRC, e militante del movimento napoletano,  Francesco Caruso  e  Gennaro Migliore, di Sinistra e Libertà, che -ricordando le vittime dell'incidente della nave veloce Segesta- ha sottolineato come la lotta contro il Ponte sia anche lotta per il lavoro e la qualità della vita. L'isolamento della Sicilia per via del degrado dei trasporti ferroviari e marittimi e il ritrarsi da questi dell'intervento pubblico sono infatti nodi fondamentali della crisi in cui si dibatte l'intero Mezzogiorno che vanno affrontati, piuttosto che con mostruosità urbanistiche e ingegneristiche come il Ponte, ripensando integralmente le strategie dello sviluppo e riorientando di conseguenza la spesa pubblica su obiettivi realmente utili e sostenibili, a partire dall'ammodernamento della rete stradale e ferroviaria, dal rilancio della navigazione,ma anche attraverso la mesa in sicurezza del territorio dal rischio sismico ed idrogeologico. E' convinta di ciò anche la Retenoponte che si da per i prossimi mesi l'obiettivo di promuovere una vertenzialità diffusa su questi temi. no_ponte1Potrebbe tornare utile- a tal proposito- la proposta di Sinistra e Libertà di destinare il milione e trecentomila Euro già stanziati per la progettazione esecutiva della megaopera, alla prevenzione del rischio sismico.

(www.sinistraeliberta.it)

TONINO CAFEO