Il movimento no ponte e le bandiere rosse

di Luigi Sturniolo

Secondo qualcuno “al corteo di sabato c’erano troppe bandiere rosse”. E’
vero, c’erano molte bandiere rosse. Non credo fossero troppe. Sarebbe stato
meglio che ce ne fossero state di più. C’erano anche bandiere gialle (quelle di
Legambiente), c’erano anche bandiere arancioni (quelle dell’Orsa), c’erano
bandiere bianche (quelle col panda del Wwf), c’erano poi le bandiere
multicolori dell’Arci, quelle con variazioni di giallo della Cub, quelle rosse
e nere degli anarchici, c’erano quelle con i colori della Sicilia degli
indipendentisti, c’erano, poi, bandiere no ponte di ogni tonalità. Perché,
allora, prendersela tanto con le bandiere rosse? I critici critici che lanciano
questi anatemi si sono accorti che in testa al corteo e sul camion non c’erano
bandiere? Si sono accorti che nell’intervento finale della Rete No Ponte (che è
ad adesione individuale e non d’organizzazione) non è stata citata alcuna
sigla? Si sono accorti che ci sono stati 30 interventi dal microfono e che,
quindi, hanno parlato tutti quelli che hanno voluto farlo?
Il movimento no ponte è costituito da chi lo fa? I centri sociali, questi
cattivissimi ragazzi che notoriamente hanno devastato la città ad ogni corteo,
ci sono sempre stati, esprimendo molta più sensibilità di tanti critici critici
che son bravi con le parole ma non distribuiscono un volantino neanche a
pagarli. I sindacati di base ci sono sempre stati e ci saranno anche quando ci
sarà da fermare le ruspe. La sinistra cosiddetta radicale c’è sempre stata e ci
sarà ancora in futuro. Soprattutto, ai cortei no ponte ci viene da sempre tanta
gente. Dai 700/800 del 2002 ai 10000 dell’otto dicembre 2004, dai 6000 dell’
agosto 2005 ai 20000 del 22 gennaio 2006 agli 8000 di sabato scorso. Tranquilli
non sono tutti pericolosi comunisti.
Ci vorrebbe ancora più gente? Le manifestazioni dovrebbero essere ancora più
partecipate? Certo, e ci impegneremo ancora di più. Sarebbe meglio che l’
identità di movimento prevalesse su quelle di partito e d’organizzazione?
Certo, e magari, se qualche critico critico desse una mano sarebbe anche più
facile. Ma chiedo, quante e quali manifestazioni a Messina sono così
partecipate?
Qualcuno ci ha criticato per aver detto che il PD non c’era. Non lo abbiamo
mai fatto. In corteo c’erano tanti iscritti al PD e anche alcuni circoli del
Partito. Tra le adesioni abbiamo avuto, con piacere, quella di Rita Borsellino
e del Segretario provinciale. Non abbiamo avuto l’adesione del Partito, e ce ne
dispiace. Eppure l’abbiamo richiesta fino all’ultimo giorno. Lo stesso abbiamo
fatto con la CGIL, i cui militanti erano ugualmente presenti in corteo in gran
numero.
Ricordo invece ai sostenitori del ponte, che minimizzano la nostra presenza
in piazza, che alla manifestazione del sì al ponte organizzata da Lombardo,
Cuffaro e tutto lo stato maggiore della politica siciliana parteciparono la
metà dei manifestanti di sabato. E dire che li avevano portati qui con cestino,
paletta e secchiello.
Per il resto, gli altri partiti e sindacati sono tutti a favore del ponte.
Questo lo sapevamo già prima, ma non ha impedito al movimento di crescere. E’
stato il movimento a fermare la prima volta le procedure relative alla
costruzione del ponte e sarà il movimento a fermarle di nuovo.
Davanti a noi abbiamo un compito difficile. Il corteo di sabato ha avuto il
merito di avere intrecciato le tematiche ambientali con quelle del lavoro e
della gestione del territorio. Ha avuto, inoltre, il pregio di iniziare ad
articolare un piattaforma rivendicativa che chieda un utilizzo diverso delle
risorse destinate al ponte.
C’è molto lavoro da fare. Gli attivisti che si sono impegnati in questi mesi
per costruire la manifestazione dell’otto agosto ci saranno senz’altro.

8e poi, se uno crede in quel qualcosa, ci va con la sua bandiera. E se non ce l'ha, non si dispiace per quelli che ce l''hanno e quel qualcosa lo condividono, n.d.r.)