Messina: raccolta differenziata ultima della classe, riduzione consumo d’acqua centoduesima ex-equo con Catania e altre tre.

di Sostine Cannata

 

Presentati dall’ISTAT i risultati della rilevazione "Dati ambientali nelle città" per l’anno 2008, che oltre a tener conto dei dati comunicati dai singoli comuni, tengono conto di quelli forniti da altri organismi agenti sul territorio comunale.  Le rilevazioni riguardano: acqua, aria, energia, popolazione, rifiuti, rumore, trasporti e verde urbano. Presi in esame 111 capoluoghi di provincia (circa 17 milioni di persone). Gli indicatori evidenziano, in linea generale, sensibili miglioramenti rispetto all’anno precedente (2007).

Si segnalano in positivo:

  1. contrazione della raccolta totale dei rifiuti urbani (-1,1%);
  2. aumento delle quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato (+3,0 punti percentuali);
  3. aumento della domanda di trasporto pubblico (+2,2%);
  4. riduzione del consumo d’acqua per uso domestico (-1,9%).

Invece in negativo:

  1. aumento del numero di motocicli per mille abitanti (+3,7%);
  2. consumo di energia elettrica per uso domestico (+0,7%);
  3. consumo di gas metano per uso domestico e per riscaldamento (+7,7%).

Tra gli ultimi 10 comuni capoluogo di provincia per maggiore attenzione all'eco-compatibilità figurano 4 città siciliane: Siracusa (110°), Enna (107°), Catania (106°) e Trapani (102°). Rispetto al 2007 guadagnano molte posizioni i comuni di Terni, Forlì, Villacidro, Reggio nell’Emilia, Ferrara, Perugia, Piacenza, Alessandria, Tortolì, Salerno, Pesaro, Rovigo, Trieste e Mantova, mentre perdono diverse posizioni i comuni di Ascoli Piceno, Napoli, Grosseto, Bari, Isernia, Reggio di Calabria, Taranto, Caltanissetta, Pisa, Lanusei, Brindisi e Caserta. Messina perde sette posizioni passando dal 67° posto del 2007 al 75° del 2008.

 Inquinamento acustico Per quanto concerne l’inquinamento acustico sono 68 i comuni tra quelli presi in esame che hanno approvato la zonizzazione acustica del territorio, 5 in più rispetto al 2007. Ad oggi, quindi, la zonizzazione acustica è presente nell’85,7% dei comuni capoluogo di provincia del Centro, nel 69,6% di quelli del Nord e nel 40,9% del Mezzogiorno. Fra gli obblighi in tema di rumore, i comuni  devono approvare la relazione biennale sullo stato acustico e i piani di risanamento acustico. Gli unici comuni capoluogo di provincia ad aver approvato tutti e tre gli strumenti previsti dalla normativa sono: Ancona, Firenze, Lanusei, Livorno, Lucca, Modena, Padova, Pisa e Pistoia. Per quanto riguarda il monitoraggio dell’inquinamento acustico sono sempre 11 i comuni dotati di centraline fisse; il primato in termini di numero di centraline per 100 km2 di superficie comunale spetta a Bolzano, con 7,6, seguito da Napoli (6,0), Palermo (4,4), Bologna (4,3), Catania (3,9), Genova (1,6), Foggia (1,2), Verona (1,0), Messina (0,9), Siena (0,8) e Brindisi (0,6).

I comuni per i quali risulta la maggiore presenza di asfalto con proprietà fonoassorbente a fine 2008 sono Bologna (41,6 km2 per 10 mila km2 di superficie comunale), Como (22,0), La Spezia (20,9), Genova (18,8), Trento (12,8), Bolzano (8,5), Cagliari (8,3), Torino (8,2), Padova (6,8) e Modena (5,2). Dell’utilizzo di barriere antirumore, lo strumento più diffuso per mitigare i disturbi derivanti dall’inquinamento acustico, sono maggiormente dotati il comune di Padova (7,6 km2 per 10 mila km2 di superficie comunale), di Bolzano (7,2), di Bologna (6,6), di Modena (5,1), di Como (3,0) e di Napoli (2,5). Il dato riguardante Messina è zero.

Inquinamento atmosferico L’inquinamento atmosferico diminuisce del 28,7% per il Nord e del 9,5% per il Centro), fa eccezione il Mezzogiorno con un +17,0%, in cui, comunque, si riscontra il valore aggregato più basso. Alla fine del 2008 diminuisce, nei comuni ove il PM10 è monitorato, il numero medio di superamenti del valore limite per la protezione della salute umana, attestandosi a 60,6 giorni (-16,8% sul 2007).  Come specificato nel rapporto statistico dell’ISTAT “Il materiale particolato presente nell'aria è costituito da una miscela di particelle solide e liquide, che possono rimanere sospese in aria anche per lunghi periodi. Le polveri che penetrano nel tratto superiore delle vie aeree o tratto extratoracico (cavità nasali, faringe e laringe), dette inalabili o toraciche, hanno un diametro inferiore a 10 μm (PM10). Per questa sua nocività sulla salute umana il legislatore ha stabilito per il PM10 specifici valori di riferimento di concentrazione.” Primo tra i comuni capoluogo di provincia che nello scorso anno hanno fatto registrare il maggior numero di giorni di superamento del valore limite per la protezione della salute umana per il PM10 è Siracusa (321 giornate), secondo Massa con 212.

Trasporti Nell’anno 2008 il tasso di motorizzazione, cioè il numero di autovetture per ogni mille abitanti, dei comuni capoluogo di provincia è pari a 616,7,  con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Il tasso di motorizzazione risulta elevato quasi ovunque nel Paese e in 7 comuni capoluoghi di provincia si è superata la soglia di 700 autovetture per mille abitanti: Viterbo (752,3), Latina (730,7), Frosinone (714,8), Olbia (713,0), Roma (706,7), Potenza (706,2) e L’Aquila (700,1). Nel corso degli anni si è osservato un crescente uso di motocicli, il cui numero per mille abitanti è, per il complesso dei comuni capoluogo di provincia, , pari a 124,7 (+3,7% sul 2007).

Il trasporto pubblico urbano, che è l’insieme delle modalità di trasporto (autobus, tram, filobus, metropolitana e funicolare) e che consente l’esercizio del diritto alla mobilità dei cittadini mediante l’uso di mezzi pubblici è una delle principali risposte per ridurre gli impatti ambientali e sanitari derivanti dal traffico veicolare privato.

Nel 2008 i mezzi pubblici del complesso dei comuni capoluogo di provincia hanno trasportato 234,5 viaggiatori per abitante, con un incremento sul 2007 del 2,2%. Nei capoluoghi con più di 250 mila abitanti si registrano, però, 379,9 passeggeri per abitante, con una crescita rispetto all’anno precedente del 2,7%. Tra queste città si evidenziano i dati di Venezia (+15,6%), Bari (+7,9%) e Verona (+6,0%), mentre le maggiori contrazioni sul 2007 si segnalano a Palermo (-4,5%) e Catania (-7,8%).

Nella relazione si evidenzia come “nel processo di pianificazione e governo del sistema dei trasporti urbani, il Piano urbano del traffico veicolare (PUT) costituisce uno strumento tecnico-amministrativo finalizzato a migliorare le condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, alla riduzione degli inquinamenti acustico e atmosferico e al risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto, nel rispetto dei valori ambientali, stabilendo le priorità e i tempi di attuazione degli interventi”. Messina risulta dotata del PUT già nel 2000.

Verde urbano Per il complesso dei comuni capoluogo di provincia la densità di verde urbano risulta essere, nel 2008, pari a 8,3%, rimanendo pressoché inalterata rispetto al 2007 (+0,03%). Massa (34,6%), Palermo (31,6%), Brescia (28,7%), Roma (27,4%), Napoli (24,0%), Torino (14,2%), Milano (11,6%) e Bologna (9,7%) registrano sia una densità di verde urbano superiore alla media sia una crescita delle aree verdi maggiore di quella registrata a livello nazionale.

Il censimento del verde urbano dovrebbe essere propedeutico alla stesura del Piano del verde urbano, ossia di uno strumento integrativo del Piano Regolatore Generale (PRG) per la creazione di un sistema del verde in ambito urbano. Tale documento progettuale ancora oggi è poco utilizzato; appena il 24,3% dei comuni capoluogo di provincia, infatti, dispone, nel 2008, di un piano del verde. Naturalmente Messina appartiene a quel 75,7% che non dispone del Piano del verde urbano. 

Rifiuti Nel 2008 la raccolta di rifiuti urbani nei comuni in oggetto è di 615,8 kg per abitante (-1,1% rispetto al 2007) e conferma l’andamento decrescente registrato già lo scorso anno. La percentuale di raccolta in modo differenziato risulta pari a 28,5, ovvero 3 punti percentuali in più rispetto al 2007. A partire dal 2000 l’andamento è sempre crescente per la raccolta differenziata, mentre la quantità totale dei rifiuti urbani raccolti risulta in leggera crescita fino al 2006 e in lieve diminuzione negli ultimi due anni.

Nel Centro Italia i capoluoghi di provincia fanno registrare mediamente i quantitativi maggiori di rifiuti urbani raccolti (662,4 kg per abitante); tale valore è di 611,8 kg per abitante nei comuni del Nord e di 578,5 kg per abitante in quelli del Mezzogiorno. Rispetto al 2007 si registrano per tutte e tre le aree geografiche dei decrementi pari a -1,1% per il Centro, -0,6% per il Nord e -2,0% per il Mezzogiorno.

Le maggiori quantità di rifiuti per abitante sono state raccolte, nel 2008, a Olbia (1.049,3 kg per abitante), Rimini, Massa, Forlì, Ravenna, Prato e Pisa. Le quantità minori, invece, sono state raccolte nei comuni di Villacidro (367,0 kg per abitante), Belluno, Potenza, Avellino e Campobasso.

Nel 2008 il servizio di raccolta differenziata è ormai presente in tutti i comuni capoluogo di provincia. Sono 91 quelli nei quali è servita l’intera popolazione residente, Savona e Ragusa hanno raggiunto tale obiettivo nel 2008.

Analizzando i dati per ripartizione geografica permangono alcune differenze tra i capoluoghi relativamente alla percentuale di raccolta differenziata: nei comuni del Nord risulta mediamente pari a 39,9%, in quelli del Centro a 25,5% e in quelli del Mezzogiorno a 14,5%.

Rispetto al 2007, si registrano incrementi in tutte le ripartizioni: + 3,3% nel Mezzogiorno, + 2,8% nel Nord e + 2,7% nel Centro.

Comune con la minore percentuale di raccolta differenziata di RSU risulta essere Messina (3,1%), contro Verbania che differenzia il 73,5%. Con percentuali sotto il 12% molte altre città siciliane: Palermo (4,6) terz’ultima, Enna, con il 5,4%, centosettima, Siracusa, con il 7%, centocinquesima, Catania con il 10,1%, centunesima e con l’11% centesima, Caltanissetta.

La raccolta differenziata di carta, è di 65,4 kg per abitante, con un aumento del 6,6% rispetto al 2007. Nel Nord tale valore è di 80,9 kg per abitante, mentre scende a 77,7 kg per abitante nel Centro ed è di 32,0 kg per abitante nel Mezzogiorno.

Anche il vetro è raccolto in modo differenziato in tutti i comuni capoluogo di provincia. Nel 2008 sono stati raccolti mediamente 21,5 kg per abitante con un aumento del 14,9% rispetto al 2007. Anche qui è il Nord con il 32,5 kg per abitante ad alzare la media nazionale; al Centro se ne raccolgono 18,2 kg per abitante e nel Mezzogiorno solo 8,8 kg per abitante.

Nel 2008 sono stati raccolti mediamente in modo differenziato 9,3 kg per abitante di materie plastiche, con un incremento del 17,4% rispetto al 2007. Valori superiori alla media nazionale si registrano nei comuni del Nord (14,7 kg per abitante), mentre valori inferiori in quelli del Centro e del Mezzogiorno, che ne raccolgono in media rispettivamente 6,2 e 4,4 kg.

Le quantità di metalli (compreso l’alluminio) raccolti mediamente nei comuni capoluogo di provincia ammontano a 5,4 kg per abitante, il 3,5% in più rispetto al 2007. Anche qui valori superiori alla media nazionale si registrano nei comuni del Nord (7,8 kg per abitante), mentre valori inferiori si registrano sia nel Centro (4,7 kg per abitante) che nel Mezzogiorno (2,6 kg per abitante).

Nel 2008 la raccolta dei rifiuti verdi, dell’organico e del legno è pari in media a 52,0 kg per abitante, con un incremento medio del 10,9%.

Tra i grandi comuni, quelli che raccolgono le maggiori quantità di rifiuti urbani sono Catania (784,0 kg per abitante), Venezia (768,5 kg per abitante) e Firenze (710,2 kg per abitante). Per quanto riguarda la raccolta differenziata, nel 2008, nessuno dei grandi comuni ha raggiunto l’obiettivo del 45%. I valori maggiori si registrano per Torino (41,5%), e poi Verona, Milano, Firenze, Bologna e Venezia. In coda figurano Catania con il 10,1% e Palermo con il 4,6%.

Le quantità pro capite di rifiuti raccolti in modo differenziato, anche per singole tipologie, sono maggiori nei capoluoghi con meno di 250 mila abitanti. Fa eccezione la carta le cui quantità raccolte nei grandi comuni sono mediamente di poco più alte.

Acqua Nel 2008 il consumo pro capite di acqua per uso domestico, inteso come media di consumo pro-capite tra i residenti dei 111 comuni capoluogo di provincia, è di 68,4 metri cubi per abitante, in diminuzione dell’1,9% rispetto al 2007. Continua la diminuzione del consumo di acqua che si è verificata negli ultimi anni a testimonianza di una maggiore presa di coscienza dell’importanza di questa risorsa.

Nel 2008 ventisette comuni tra i 111 presi in esame presentano un livello di consumo pro capite di acqua superiore alla media e 10 di questi registrano anche una modesta crescita rispetto al 2007: Mantova (+4,4%), Pescara (+2,1%), Brescia (+1,4%), Cosenza (+1,2%), Como (+0,5%), Chieti (+0,5%), Catanzaro (+0,1%), Messina (+0,1%), Salerno (+0,1%) e Catania (+0,1%). Agrigento è il comune più parco con il consumo pro capite di acqua più basso (35,6 metri cubi per abitante), probabilmente anche a causa del servizio di distribuzione inadeguato. Massa è la più sprecona con il consumo più alto (91,2 metri cubi per abitante).

La percentuale media di popolazione servita da impianti di depurazione delle acque reflue urbane rimane pressoché invariata, passando dall’87,5% del 2007 all’87,7% del 2008. I comuni che hanno migliorato la copertura nell’ultimo anno sono 11 e il più virtuoso è Trapani con un incremento percentuale di servizio del 12,7%.

Nel 2008 i comuni che dichiarano di razionare la distribuzione dell’acqua sono 14, contro i 23 dello scorso anno. Le misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua restano storicamente quasi nella loro totalità appannaggio del centro e del sud del Paese.

Energia Nei 111 comuni, nell’anno in questione, il consumo pro capite di gas metano per uso domestico e per riscaldamento è aumentato del 7,7% rispetto all’anno precedente, attestandosi sui 398,0 metri cubi per abitante, mentre il consumo pro capite di energia elettrica per uso domestico è aumentato dello 0,7%, raggiungendo il valore di 1.209,2 kWh per abitante.

Va sottolineato l’utilizzo di energia da fonte rinnovabile, diffuso in Italia indipendentemente dalla collocazione geografica, tanto del solare termico quanto del fotovoltaico.

Nel 2008 il Piano Energetico Comunale (PEC) risulta approvato in 35 comuni, 21 al Nord e 14 nel Centro-Sud. Messina non ha un PEC.

 

DATI TRATTI DA http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20090811_00/