Ufficio stampa Fiera di Messina. L’Agit contro D’Amore

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L’Agit (associazione giornalisti italiani terzomillennio) esprime rammarico per il comportamento del commissario dell’Ente Fiera Fabio D’Amore, che, nonostante le richieste avanzate dall’associazione, in occasione dell’affidamento dell’ufficio stampa della Campionaria, non ha inteso dare alcun segnale di apertura nei confronti delle decine di giornalisti professionisti disoccupati, preferendo altre scelte. Da un esponente politico che ha basato la sua recente esperienza su posizioni di rinnovamento e cambiamento, ci saremmo aspettati di più, anche nel rispetto, se non della legge 150 relativa agli uffici stampa e alla comunicazione nelle pubbliche amministrazioni, almeno dell’etica. A Messina siamo da tempo abituati al malcostume di addetti stampa di pubbliche amministrazioni che contemporaneamente svolgono altra attività giornalistica accumulando due, tre incarichi, mentre decine di precari, disoccupati e giornalisti in nero non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ma quel che sconcerta, nel comportamento del commissario D’Amore è l’aver ignorato le legittime richieste dei giornalisti disoccupati, che evidentemente ai suoi occhi non rivestono la stessa professionalità di altri, né garantiscono la stessa qualità del servizio. Senza entrare nel merito delle scelte effettuate dal commissario D’Amore (scelta ricaduta su uno stimato collega professionista, ma che ha già un incarico fisso presso un ente pubblico e lavora per altre testate giornalistiche), l’Agit stigmatizza un comportamento che, lungi dal rappresentare un rinnovamento e un’apertura alle istanze del territorio e della categoria, è stato invece il ripetersi di vecchie logiche, le stesse che il fondatore di Risorgimento messinese, ha sempre sostenuto di voler combattere. L’Agit, a tutela dei giornalisti messinesi, ha dato mandato ad un avvocato di procedere per vie legali nei confronti degli enti pubblici di Messina e provincia che hanno finora disatteso quanto previsto dalla legge 150.