Dalla Calabria l’esplosivo per la strage di via d’Amelio

CATANZARO - La 'ndrangheta fornì alla mafia palermitana l'esplosivo utilizzato per la strage di Via D'Amelio, nella quale vennero uccisi Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, e quello usato per le stragi del '93. Il particolare emerge da un vecchio rapporto dei servizi di sicurezza tedeschi ripreso dal dossier con il quale il Bka evidenzia la presenza ed il potere della mafia italiana nella Repubblica Federale. In particolare, il capitolo dedicato all'esplosivo delle stragi reperito dai calabresi della 'ndrangheta operanti in Germania è inserito nel rapporto con lo scopo di evidenziare da una lato la supremazia della 'ndrangheta rispetto alle altre organizzazioni criminali di origini italiane e, dall'altro, il ruolo leader che la 'ndrangheta ha sempre avuto nel settore del traffico internazionale di armi ed esplosivi. damelE proprio su questo intreccio di interessi criminali e sulle sinergie tra 'ndrangheta e Cosa nostra aveva iniziato ad indagare Paolo Borsellino prima di essere ucciso. Borsellino sarebbe dovuto tornare in Germania qualche giorno dopo il 19 luglio. La sua missione era nota a pochissime persone, così come erano in pochi a sapere che, nelle settimane precedenti alla morte, il magistrato era stato più volte in Germania ed in particolare a Francoforte e Mannheim. Era sulle tracce degli assassini del giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990, ma proprio interrogando alcuni collaboratori che erano in contatto con il Bka tedesco avrebbe saputo che da Palermo era arrivato l'ordine di acquisire grosse quantità di esplosivo militare. Erano già stati avviati gli opportuni accordi con i calabresi e l'esplosivo, in più spedizioni, in parte era stato già mandato in Italia.

(Ansa)