Condizioni disumane al carcere di Gazzi

carceri “Diritti umani calpestati e una grave emergenza strutturale. Sono davvero sconcertato”. Queste le prime dichiarazioni dell’on. Domenico Scilipoti, deputato messinese dell’Italia dei Valori che ieri ha eseguito due visite ispettive negli istuituti penitenziari di Gazzi e Mistretta nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere” promossa dai Radicali Italiani nei giorni 14, 15 e 16 agosto 2009 in tutta Italia. “Non è tollerabile che in una struttura come quella di Gazzi i detenuti siano il doppio della capienza consentita – prosegue l’on.Scilipoti – e debbano vivere in condizioni igieniche precarie, con a disposizione una tazza per i bisogni da utilizzare praticamente davanti ai compagni di cella; per non parlare dell’estrema necessità di dotare almeno le aree destinate alle recluse di un bidet. Nessuna espiazione può passare attraverso la mancanza di igiene personale.”

L’on. Scilipoti, che è stato accompagnato da due collaboratori e da Palmira Mancuso, segretaria dell’Associazione Radicali Messina “Leonardo Sciascia”, ha sottolineato la necessità di avviare un rapporto continuativo con i dirigenti degli istituti, per proseguire una battaglia che consenta a tutta la “comunità penitenziaria” di vivere ciascun ruolo in maniera dignitosa. “Ringraziamo l’on. Scilipoti per la disponibilità e l’attenzione con cui ha ispezionato le carceri – dichiara Palmira Mancuso – è importante che la voce di chi è in cella possa raggiungere chi non immagina nemmeno quanto dietro le sbarre sia sepolta ogni possibile speranza di rieducare chi ha sbagliato nei confronti della collettività. Chiudere uomini in celle anguste, costringendoli alla convivenza forzata e resa umiliante dalle cattive condizioni igieniche, significa escludere ogni possibilità di recupero.”

Durante l’ispezione a Gazzi è stata riscontrata una vera e propria emergenza strutturale e igienica: un intero piano è inagibile a causa di una grave danno al tetto, in alcune celle convivono fino a 12 detenuti, con letti a castello che lasciano pochi centimetri di distanza tra il muro e il materasso; molti detenuti hanno inoltre segnalato la presenza di scarafaggi, topi e formiche e non esistono stanze attrezzate per attività ricreative o artigianali. L’on. Scilipoti si è poi soffermato sulla situzione sanitaria, riscontrando le difficoltà legate alle risorse destinate all’istituto. Infatti, sebbene esista una attrezzatissima sala operatoria, i detenuti hanno a diposizione un solo medico di guardia e inadeguate salette per il primo soccorso, dove durante l’ispezione è stata riscontrata persino la mancanza di adrenalina, farmaco di prima necessità in caso di shock anafilattico. Anche la carenza degli organici rende difficile il lavoro della polizia penitenziaria, con gli agenti disponibili costretti a turni massacranti e a straordinari forzati che certamente non consentono l’ottimale svolgimento del delicato compito richiesto. “La situazione di Gazzi merita tutta l’attenzione del Governo – ribadisce Scilipoti - e sarò io stesso ad intraprendere azioni parlamentari che diano una risposta ai tanti interrogativi che questa ispezione mi ha suscitato. Inoltre mi farò promotore di nuovi progetti di compartecipazione tra aziende sensibili e istituiti penitenziari rivolti ad ottenere il recupero professionale dei detenuti attraverso il loro apporto lavorativo all’interno delle strutture carceriarie, nell’ottica di stimolare una nuova etica dell’economia e del profitto che possa coinvolgere e restituire dignità alla persona”.

Una struttura più piccola, ma non per questo “a misura d’uomo” quella di Mistretta, ispezionata nel pomeriggio. Anche in questo caso l’obiettivo di Scilipoti è di portare a conoscenza il Parlamento dei gravi disagi in cui sono costretti a scontare la pena i 43 detenuti attualmente rinchiusi in una struttura di proprietà del Comune nebroideo e che lo Stato ha in affitto. “In questo momento non esistono garanzie di sicurezza né per i detenuti, costretti in celle ricavate in sotterranei – dichiara l’on. Scilipoti - ne per gli agenti di polizia penitenziaria, inferiori numericamente a quanto previsto dalle norme ministeriali. La prima impressione è quella di vedere bestie in gabbia – dichiara Palmira Mancuso – con le celle affacciate in un cortile dove una sola guardia ha la responsabilità di mantenere la sicurezza, sia durante il giorno che la notte. Per non parlare della divisione per “razza”, che mi ha particolarmente turbato: detenuti di colore in una cella, altri di orgine orientale in un’altra. E anche in questo caso l’assoluta inadeguatezza di docce e servizi sanitari. E’ vergognoso.”

L’on. Domenico Scilipoti e l’Associazione Radicali Messina avvieranno una serie di ulteriori iniziative per dare continuità alle ispezioni. “Il nostro impegno è solo iniziato, e mi auguro che la collaborazione con i direttori degli istituti penitenziari sia continuativa, per dare maggiore forza alle richieste del personale e dei detenuti” – conclude l’on. Scilipoti, che ha apprezzato l’iniziativa dei Radicali Italiani, e in particolare dell’on. Rita Bernardini, che ha promosso il monitoraggio dei 221 istituiti di detenzione italiani, con il coinvolgimento di deputati di entrambi gli schieramenti.