Le “varette” nello squallido capannone fieristico

Di Giorgio Siculo

Nella città incivile che oggi è Messina ne succedono di tutti i colori.

Sappiamo da tempo che la "cappa" massonica incombe sulla città, ne ha denunziato la presenza recentemente lo stesso arcivescovo mons. La Piana e la città va sempre più conquistando gli ultimi posti nella classifica delle città vivibili.

Ogni giorno, nel quotidiano lavoro giornalistico, scopriamo delle novità non certo positive. La negatività rappresenta una permanenza nella città di Messina".

Con il consenso delle cosiddette autorità si fanno tante cose che non si potrebbero fare. I peccati di omissione sono tanti, l’omertà è endemica. Nessuno cerca di disturbare i vari manovratori e la città pullula di cosiddetti "esperti" che garantiscono la loro "esperienza”, si dice, a titolo gratuito. Ma anche a titolo gratuito possono essere fatti dei danni quando, la cosiddetta "esperienza" è fasulla.

Intendiamo denunziare le responsabilità. di coloro che hanno collocato le "varette" del venerdì santo in un capannone della Fiera. Si tratta di opere di un certo valore artistico e che sono anche oggetto di culto. Perché l'autorità ecclesiastica ha deciso di collocare degli oggetti sacri in un luogo non consono alla loro "sacralità" e alla loro delicatezza? Ma non comprendono le autorità ecclesiastiche che la Chiesa è di tutti i fedeli e di tutto devono rendere conto? Siamo in attesa di qualche autorevole chiarimento.