La sceneggiata della Vertenza Stretto

di Antonino D’Orazio

Una sceneggiata colossale a cui i messinesi non sanno reagire, a questo si è ridotta la Vertenza Stretto. Nessuno è indenne da colpe, si è passati dal governo Prodi al governo Berlusconi con la medesima gestione incosciente dei trasporti siciliani, se da sinistra è arrivato il regalo della limitazione delle Tabelle d’Armamento all’indomani della tragedia del Segesta, da destra si è investito solo sull’alta velocità del nord  e si pensa di mettere a tacere Messina e tutta la Sicilia propagandando ad arte l’apertura dei cantieri per la costruzione di un ponte che in ogni caso avrebbe assoluto bisogno di preliminari infrastrutture che nessun governo è mai riuscito a garantire.

Parole e tavoli tecnici, solo questo si è ottenuto in oltre cinque anni di accesa vertenza, a questo punto i tavoli sarebbero utili solo se qualcuno decidesse, una volta per tutte, di metterci sopra i soldi per lo Stretto, non c’è altro da discutere e nulla su cui confrontarsi; nonostante i vergognosi rimbalzi di responsabilità fra le Istituzioni e le F.S. tutti sanno che la soluzione dell’enigma passa esclusivamente (Lega Nord permettendo) dalla destinazione di nuovi fondi statali a garanzia della continuità territoriale per treni, mezzi gommati e pedoni.

Intanto il gruppo Caronte&Tourist approfitta della diatriba istituzionale per continuare a spadroneggiare nello Stretto: dopo aver avvisato i pendolari che la loro presenza nella flotta privata non è gradita, questa mattina i Franza hanno riservato l’ennesima sorpresa agli automobilisti gravando, senza plausibile motivazione, il costo dell’attraversamento di ulteriori 50 centesimi.

Malgrado le smentite di rito, F.S. ha consegnato un piano di produzione che punta ad abbandonare la Sicilia entro il prossimo dicembre, se veramente il Ministro Matteoli non è a conoscenza di tale iniziativa siamo di fronte all’incidente diplomatico che stigmatizza come in questi anni si sia consentito all’Amministratore Delegato -Mauro Moretti- di trasformare F.S. da Servizio Sociale sovvenzionato dal Ministero del Tesoro ad Azienda con scopo di lucro che gestisce denaro pubblico senza rendere conto a nessuno.

La situazione è al collasso e nessuno è indenne da colpe, neanche i cittadini che hanno imparato troppo presto a rassegnarsi al diktat imposto da un governo a trazione lombarda.

Alla luce dei fatti l’OrSA Navigazione eviterà di presenziare ulteriori inutili tavoli territoriali in cui F.S. invia dirigenti senza alcun mandato decisionale, concentreremo il nostro impegno per una mobilitazione generale della città in cui i cittadini e i lavoratori di tutti i settori hanno il dovere di aderire per evitare l’isolamento e difendere la dignità.