MRZLI, LA BATTAGLIA DIMENTICATA

Il massacro dei fanti siciliani nell’agosto del 1917

Guido Alliney

Per arrivare al Mrzli da Cividale si deve risalire la Valle del Natisone fino alla valle dell’Isonzo ed è ciò che fa l’autore all’inizio della sua narrazione storica.
A detta della giornalista viennese Alice Schalek, il Mrzli Vrh “a confronto del San Michele, del Podgora e della zona di Zagora è il più orrendo punto del fronte isontino”. E gli austriaci erano sulla cima del Mrzli! Per gli italiani la presa di quella gobba spelacchiata a picco sull’Isonzo e incisa da profondi burroni avrebbe significato scendere facilmente alle spalle di Tolmino vanificando i capisaldi che formavano la testa di ponte al di qua dell’Isonzo – la stessa da cui partì il 24 ottobre 1917 lo sfondamento verso Caporetto.
Fin dal 1915 il Mrzli era sinonimo di posizione impossibile: a poche decine di metri dalle sovrastanti trincee austriache ed esposta al tiro dell’artiglieria da tre direzioni. Da lì partirono le ondate dei fanti delle brigate Caltanisetta e Alessandria il 19 agosto 1917 in quella che fu forse una delle battaglie meno studiate dell’intera guerra.