A Sinistra è necessario un PARTITO

di Giuliano Ciampolini
Sabato 19 settembre, a Napoli, ci sarà un'ASSEMBLEA NAZIONALE promossa da SINISTRA E LIBERTÀ.
Dall'esito di questa Assemblea dipenderanno due scelte diverse:
1) Sinistra e Libertà rimarrà una lista elettorale fino alle prossime elezioni regionali del 2010 (sia pure con un Coordinamento nazionale più largo di quello espressione delle segreterie dei 5 soggetti che hanno dato vita a questa lista elettorale e con la scelta di un Portavoce nazionale); 

2) Oppure verrà avviato rapidamente un "percorso costituente/congressuale democratico" con il criterio "una testa un voto" (un percorso che può concludersi - tramite il Congresso costituente nazionale composto dai delegati eletti dai Congressi Provinciali - prima o dopo le elezioni regionali... ma che inizierà rapidamente... con la raccolta delle adesioni di tutte le persone interessate e con lo svolgimento dei Congressi Provinciali) aperto a tutte le persone di Sinistra che vogliono ricostruire un Partito di Sinistra che guarda al futuro.
Ad oggi non è chiaro se l'Assemblea nazionale di sabato 19 settembre avrà uno svolgimento sulla base di REGOLE DEMOCRATICHE che consentano:
- la presentazione di proposte diverse;
- un dibattito aperto a varie opinioni a sostegno delle proposte diverse;
- una conclusione decisa tramite una votazione democratica da cui emerga una proposta maggioritaria (sia pure a larga maggioranza).
Chi non vuole che l'Assemblea nazionale del 19 settembre sia a "sovranità limitata" (cioè decisa preventivamente dalle segreterie nazionali dei 5 soggetti politici che hanno dato vita alla lista elettorale "Sinistra e Libertà"), ha il dovere e la responsabiltà (a partire dalle realtà locali) di chiederlo subito (ai dirigenti nazionali di questi 5 soggetti), in modo che entro la fine di agosto (quando inizieranno le Assemblee preparatorie in tutte le province) si sappia (anche per decidere se, dalle realtà locali, partecipare o non partecipare) se questa Assemblea avrà uno svolgimento sulla base di regole democratiche... oppure se sarà una kermesse teleguidata dall'alto con esiti già stabiliti e decisi.
A mio parere occorre dire basta alle Federazioni di "liste elettorali" e alle fantasie... che non portano a niente di utile.
E' necessaria un'organizzazione politica, cioè una "comunità politica organizzata", capace di promuovere (a livello nazionale e in modo capillare in ogni realtà locale...) l'iniziativa politica/culturale e la partecipazione (i poteri forti, quelli che agiscono nell'economia di mercato e nella politica che la rappresentano... possono essere contrastati solo tramite un soggetto politico capace di promuovere una grande partecipazione alle lotte democratiche e anche significativi consensi elettorali... perché con i consensi e l'iniziativa di piccole minoranze... non cambia assolutamente niente, si fa solo testimonianza): non mi pare che nessuno abbia inventato, per "una comunità politica organizzata" una definizione migliore di Partito (ovviamente, si tratta di costruire un Partito che garantisca la più ampia partecipazione, che valorizzi il contributo di tutte le persone che vogliono impegnarsi, che decida in modo democratico e partecipato, che eviti l'opportunismo e anche le posizioni velleitarie, senza ovviamente rinunciare al "cambiamento della società" che da senso ad ogni Sinistra degna di questo nome... insomma  occorre costruire rapidamente un Partito  nuovo rispetto all'esperienza novecentesca).
A chi dice "prima bisogna definire i contenuti di una nuova forza di sinistra", rispondo: battiamoci per un "percorso costituente/congressuale democratico", con il criterio "una testa un voto" e - se ce la facciamo - "i contenuti programmatici" e tutto quello che comporta la nascita di un nuovo Partito di Sinistra... verrà deciso in modo partecipato e democratico da tutte le persone di sinistra che sentono questa necessità (le regole democratiche sono sicuramente il migliore antidoto per ridimensionare chi fa politica per ambizioni personali e anche per evitare ogni tentazione di costruire qualcosa che sia subalterno al Pd: l'autonomia politica, a mio parere, non può che essere il risultato di un percorso politico che evita i verticismi e che si propone la più ampia e democratica partecipazione popolare alle scelte e al Progetto da costruire).
A chi dice "semplifichi troppo i tempi e la possibilità di trovare un'intesa ideale e programmatica comune", rispondo: può darsi che semplifico un po' troppo (in compenso, anche nella Sinistra Plurale, continuano a lavorare con grande impegno gli "uffici complicazione delle cose semplici": mi riferisco ai dirigenti nazionali e a intellettuali che hanno troppo narcisismo e i piedi poco per terra).
Tra i dirigenti e le personalità della Sinistra Plurale, a mio parere, le analisi (sulla situazione nazionale  e internazionale) e le domande sono sempre state abbondanti (a parte la questione fondamentale della "sostenibilità ecologica"... che spesso è stata trascurata o considerata meno importante della questione "capitale/lavoro"): è sui contenuti programmatici che è necessario fare proposte di cambiamento graduale che siano realistiche (ovviamente per camminare verso il nostro orizzonte ideale e non dalla parte opposta... come fa il Pd).
Il Congresso nazionale costituente... lo vedo come un primo approdo (anche sui contenuti): cioè, penso che sia assurdo avere la pretesa di definire tutto (tramite laboratori, seminari, convegni riservati a dirigenti ed esperti) e di trovare le soluzioni e le ricette giuste su tutto.
Se si avvia un cammino (sicuramente accidentato, in salita e controcorrente) le risposte dobbiamo trovarle o adeguarle... strada facendo.