In Puglia si spegne anche l’ultima lampara

La pesca con la lampara è un metodo di pesca notturna che si effettua con le caratteristiche barche a remi che hanno a poppa una grossa lampada, un tempo alimentata ad acetilene, che ha la funzione di attirare il pesce nella rete. Prima del 1940 le lampade che si adoperavano per la pesca con la lampara o con la cianciola erano a petrolio, poi furono introdotte quelllamp13e con accumulatori ed infine vennero i gruppi elettrogeni.La lampada alimentata a petrolio era costituita da un piatto di metallo, sotto il quale, avvolto in una rete metallica, si applicava il globo di vetro, cioè una semisfera all'interno della quale c'erano da due a quattro "cazettelle" (nastro di seta speciale che si bruciava ma non si consumava, restando intatto se non veniva toccato). La "cazettella" era fissata ad un supporto di creta cotta (una specie di portalampada) da cui partiva una serpentina che passava su una vaschetta posta sopra il piatto ed era collegata al tubicino che riceveva il petrolio pompato dal serbatoio. Nella vaschetta si mettevano trecento grammi di "spirito" che, acceso, riscaldava le serpentine. Solo quando queste ultime erano caldissime, si pompava il petrolio che attarversandole evaporava e giungeva alla "cazettella" sotto forma di gas. Più si pompava nel serbatoio, più petrolio si mandava e più gas giungeva ad alimentare la lampada. A volte la luce diventava fioca, perché il pescatore addetto si addormentava. Per far rivivere questa interessante e storica tecnica di pesca è stato realizzato un reportage a bordo di una imbarcazione da pesca della marineria di Giovinazzo – Bari, l’ultimo peschereccio di 15 metri in Puglia, che pratica la piccola pesca con lampara. In Puglia è presente solo a Castro  (Lecce)  un’altra imbarcazione a lampara in attività, ma di stazza  più piccola. Negli anni ‘70 -‘80 si contavano in Puglia - ha precisato Enzo,  comandante di lungo corso del peschereccio Laura1° della marineria di Molfetta di stanza a Giovinazzo, - una trentina di pescherecci dediti alla piccola pesca con la lampara; oggi  questo tipo di pesca rende pochissimo e il rischio di non ricavare le spese sostenute, legato anche alla diminuzione del pescato, diventa sempre più concreto”.“ Un pieno di gasolio, pari a 25-26 quintali, ha un costo medio che oscilla tra i 1.100 - 1.200 euro, pertanto occorre essere parsimoniosi e centellinare le uscite in mare contemplando la possibilità di avere le condizioni meteo più favorevoli.”. Il racconto, correlato con un video visitabile on line sul sito all’indirizzo http://www.thenewspaper.it/articles.php?article_id=278 è una testimonianza delle difficoltà e della crisi di un comparto, quello della pesca, ma anche del destino dell’ultimo peschereccio della marineria barese che pratica questa antica arte.  La barca verrà presto rottamata, con essa scomparirà anche quel pezzo di tradizione marinaresca, quel rapporto di conoscenza e di cultura che ci lega, da sempre, al mare.

Dario Buonfiglio