Messina, città ingabbiata e abbandonata al degrado

Non si può non congratularsi con Lombardo, presidente della Regione Sicilia che dalla terna presentata da Tomasello, Magnifico Rettore dell'Università di Messina, ha scelto quale Manager dell'Azienda ospedaliera universitaria il dott. Giuseppe Pecoraro. Una domanda la rivolgiamo al prof. Scribano, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgiabaracche: 'Preside ma la Facoltà......? Non è passata certamente inosservata l'intervista che il dott. Lino Morgante, Caporedattore della Gazzetta del Sud, ha fatto al Sindaco, dott. Giuseppe Buzzanca. Ottime le domande, ma le risposte? “Ci si permetterà con Confucio ricordare che questi aveva espresso il desiderio di andare a vivere in mezzo alle nove tribù di barbari. Qualcuno disse: sono incivili. Perchè lo faresti? Se in mezzo a loro risiedesse un saggio – osservò Confucio – quale inciviltà vi sarebbe?” Abbiamo tentato di sentire qualche considerazione da parte del Presidente della Provincia regionale, ma per lui, tutto è a posto. Per non parlare poi del Provveditorato agli Studi che oggi ha assunto una denominazione diversa , ma chi se ne frega della qualità e delle strutture? “Dulcis in fundo” le carceri, i carcerati e la polizia penitenziaria, ma perchè contestano? Il Ministro della Giustizia Alfano provvederà alla costruzione di altre strutture carcerarie. Ma dove vivete, dove viviamo noi cittadini di Messina e della Sicilia, non vi redente conto che carcerizzare è uguale a sicurezza? Meno male che molti Operatori del Diritto e molti Magistrati non vivono la logica dipietrista o del cantautore leghista Bossi, e mentre in questa città si vive la morte enfatizziamo davanti a operazioni di polizia che vedono dietro le sbarre pochissimi numeri uno della criminalità organizzata. Forse ha ragione Mino Licordari quando sostiene che in questa città si legge poco ed è per questo che noi ci permettiamo di dare la possibilità a chi ci legge di riflettere su una poesia scritta da un giovane, Emanuele Cerullo, nato e cresciuto in uno dei quartieri più degradati di Napoli, Scampia. Ecco il testo: “voglio volare lontano – dall'indifferenza di un mondo – che non sa piu' amare – ed è sempre più ostinato ad avere – avere ed avere ancora – voglio volare più su – delle vele – e gridare a tutti – che basta spiccare un volo- per conquistare la libertà. Il mio vivere è qui – tra muri scritti – e degrado assoluto – il mio vivere è qui – in questo posto – abbandonato dal divertimento – conquistato dalla violenza, - trafitto dalla camorra. Mi rifugio nel mio mondo – perchè quello che mi circonda è sporco – voglio che la mia poesia diventi pozzanghera. Nel mio corpo c'è fame di allegria – devo solo aspettare la primavera che nascerà – e sperare che la gente cambi.”

Rari Nantes