Aule che scoppiano e certificati non in regola: il monito del provveditore di Bari Lacoppola

Scuole, allarme sulla sicurezza. Lacoppola: "Inviterò i presidi a non aprire"

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di Francesca Savino

«Se non arrivano le certificazioni sulla sicurezza, sono pronto a invitare i dirigenti a tenere chiusi gli istituti». Alla vigilia del nuovo anno scolastico, il provveditore agli studi di Bari Giovanni Lacoppola lancia un nuovo allarme sullo stato di salute di aule e cattedre in tutta la provincia. I primi segnali di emergenza sono arrivati a partire dallo scorso inverno, con l´annuncio dei tagli che si abbatteranno su docenti (oltre mille e duecento in meno rispetto all´anno scorso) e personale Ata, amministrativo e tecnico ausiliario, che vedrà ridotti di 500 unità i posti a disposizione nelle scuole baresi.

I sindacati di settore, in particolare la Flc Cgil e la Cisl, si erano già scagliati nelle scorse settimane contro le ulteriori riduzioni di cattedre e di bidelli e collaboratori scolastici: i tagli proseguiti durante l´estate mettono a rischio il tempo pieno e la sicurezza nelle scuole. Oggi la rete di docenti precari di Bari ha organizzato un incontro sulla situazione: alle 17,30 nella sede degli Amici del Mediterraneo gli insegnanti di tutta la provincia cercheranno risposte sul loro futuro e valuteranno le possibili forme di mobilitazione contro i provvedimenti del governo.
L´allarme lanciato dal provveditore Lacoppola è una nuova voce che si aggiunge ai cahiers de doléances sulla scuola. «Nelle prossime ore pubblicherò una circolare sulla questione - spiega il dirigente dell´Ufficio scolastico provinciale - La stragrande maggioranza delle scuole non ha le certificazioni necessarie per aprire». Ma non solo: ci sono aule che rischiano di scoppiare «in alcuni casi addirittura 40 alunni per classe, una situazione insostenibile». Decine di scuole, inoltre, non hanno «neanche i soldi per pagare la nettezza urbana». Lacoppola ha le idee chiare: «I Comuni non hanno ancora provveduto a mettersi in regola: se non si danno da fare, inviterò i capi di istituto a chiudere le scuole». I controlli delle Asl sono già iniziati da qualche giorno, e per il provveditore «si rischiano verbali a non finire». Ma le certificazioni non sono solo pezzi di carta. «I disastri accaduti altrove non sono di insegnamento: si piange il morto per tre giorni e poi tutto torna come prima» tuona Lacoppola.

(Fonte: Facebook)