Milano: una ventata di hard-rock anni ’70 in un’atmosfera indie rock e britpop

Sarà solo uno scioglimento momentaneo, come era già successo nel 2000, oppure questa volta dobbiamo davvero dire addio agli Oasis?  Questa è la domanda che si sono posti moltissimi fan della famosa band icona del brit-pop, che però sembra destinata a rimanere senza risposta, almeno per ora.  La scaletta del festival “I-Day Urban Festival”, del 30 Agosto 2009 alla fiera Rho di Milano, prevedeva la presenza di diversi gruppi (dai giovani italiani Hacienda ai Twisted Wheel, Kasabian e Kooks), che si sarebbero dovuti esibire fin dal primo pomeriggio, e la performance finale degli Oasis.  Solo due giorni prima dell'atteso evento è giunta da Parigi, meta precedente dell' Oasis-tour, la notizia che fosse scoppiata una lite tra i fratelli Gallagher e che Noel avesse abbandonato la band senza alcuna intenzione di ritornarci.  Tra i numerosi fan si è subito diffusa la notizia, accompagnata da rabbia mista a delusione:  infatti se da una parte c'era chi avrebbe finalmente visto gli Oasis per la prima volta, dall'altra i fan accaniti erano ansiosi di assistere a quello che molto probabilmente sarebbe stato l'ultimo concerto della band (almeno per un po' di tempo, come avevano annunciato gli stessi fratelli Gallagher). Per questo motivo la fiera non ospitava un pubblico particolarmente numeroso, data l'assenza dei molti che avevano acquistato il biglietto solo per ascoltare gli Oasis.  Una volta iniziato il festival, la curiosità dei fan rimaneva solo una: chi avrebbe suonato al posto degli Oasis, in chiusura del concerto?  Ospiti inattesi sono stati i Deep Purple, che si sono esibiti per circa un'ora e mezzo sul palco di Milano. Gran bella notizia per gli appassionati di rock di tutte le età, che sono stati contenti di ascoltare brani storici, come Smoke on the water, Hush o Highway star. Il pubblico ha accolto entusiasta il mitico gruppo hard-rock che ha dimostrato fin da subito grande simpatia, familiarità e voglia di divertire e divertirsi. I fan hanno seguito quasi a bocca aperta gli incredibili assoli di Stevie Morse, Ian Paice e Don Airey e possono ritenersi soddisfatti dei più che degni sostituti della band inglese. Nonostante  questo, ci auguriamo che quello dei fratelli Gallagher sia solo un litigio passeggero e che gli Oasis si riuniscano il prima possibile per regalarci ancora nuovi brani, nuove emozioni e un concerto come quello che non si è tenuto ieri. In caso contrario: they're gonna live forever.

Mariangela Carbone,  da Milano.