Sei milioni di euro per scongiurare l’emergenza rifiuti. Ma potrebbero non bastare. Sinistra e Libertà: «Siamo alle barzellette»

Sei milioni di euro. Per ora accontentiamoci di questo, e pazienza se il sindaco, d’accordo con Messinambiente, aveva dichiarato che per scongiurare definitivamente l’emergenza rifiuti serviva una somma pari ad almeno il doppio. E’ questo l’esito dell’incontro avuto stamani a Palermo da Giuseppe Buzzanca con l’assessore regionale al Bilancio Roberto Di Mauro. Esito positivo, da un lato, e interlocutorio dall’altro. Perché se vanno prese per buone le dichiarazioni di qualche giorno fa, 6 milioni non basteranno per consentire ad Ato3 e Messinambiente di arrivare alla fine dell’anno. Ne è consapevole lo stesso Buzzanca, che infatti chiarisce che «questi fondi ci servono per avere un minimo di tranquillità e ragionare con maggiore serenità. Ho in programma un nuovo incontro, stavolta con l’assessore agli Enti Locali Caterina Chinnici, per ottenere un ulteriore contributo dalla Regione». Vedremo come andrà a finire.
«Siamo alle barzellette» affermano Daniele Ialacqua e Beniamino Ginatempo, esponenti di Sinistra e Libertà. messina-sindaco«Se il sindaco chiede 15 milioni di euro per chiudere in tranquillità l’anno vorrà dire che quest’anno sono stati necessari a Messina circa 52 milioni di euro (37 milioni previsti dal Comune più i 15 milioni richiesti alla regione) per gestire il settore rifiuti, ovvero più del triplo di 10 anni fa? Con la discarica di Pace risparmiamo 10 milioni di euro? Ma chi fornisce i dati al sindaco? Anche ammettendo che smaltire i rifiuti a Mazzarà Sant’Andrea costi tale cifra (quando sapremo realmente i costi del servizio NU a Messina?), smaltendo i rifiuti in una discarica cittadina bisognerà sostenere ugualmente i costi di gestione, il post-mortem della discarica (a meno che non finisca come Portella Arena!), la manodopera, l’ecotassa per mancata raccolta differenziata, i controlli anti-inquinamento, ecc.. per non parlare del costo di costruzione della discarica. Ci si dimentica inoltre che lo stipendio dei dipendenti pesa per il 60% sui costi totali ed il trasporto dei rifiuti solo per il 6-7% ! A fronte dunque di un paio di milioni che forse si potrebbero risparmiare fra qualche anno con la discarica di Pace, se ne potrebbero risparmiare molti di più riducendo il conferimento in discarica dei rifiuti e risparmiando così i costi di smaltimento, trasporto, ecotassa, ecc. Ma come si può dire poi che si è sbagliato a puntare sul “porta a porta” quando tale modalità di raccolta dei rifiuti, che altrove porta a livelli incredibili di raccolta differenziata, non è stata mai attuata se non in via sperimentale a Torre Faro e per di più con raccolta dei rifiuti a singhiozzo? Com’è possibile che con quasi 600 dipendenti tra ATO3 e Messinambiente, escludendo le coop, non si riesca ad organizzare un sistema di “porta a porta” in tutta o quasi la città? Il Piano d’ambito dell’ATO3 del 2003/2004 prevedeva una raccolta differenziata porta a porta con consistenti entrate per il comune di Messina: perché non è stato attuato quanto previsto e chi doveva attuare quel piano? Che dire poi dell’inceneritore di Pace: l’unico del suo genere in Italia (gli altri simili sono stati tutti chiusi o riconvertiti) che non si saprà mai quante sostanze inquinanti ha distribuito negli anni nei nostri territori per bruciare rifiuti urbani né quanto in realtà ci è costata la sua gestione ed oggi potrebbe essere utilizzato per bruciare addirittura tutti i rifiuti ospedalieri della provincia! Che guadagno per la salute nostra e del nostro territorio! Ultimo punto le coop dell’ATO3: ma chi deve pagare i lavoratori? Se l’ATO3 ha affidato il servizio alle cooperative sulla base di affidamenti intorno ai 50.000 euro (ma come si è stabilito a chi affidarli, quanti affidamenti fare, per quali importi?) dove sono finiti questi soldi? E se non erano nella disponibilità immediata dell’ente perché si è proceduto lo stesso agli affidamenti? Risponde al vero, secondo quanto riferito da organi di stampa locale, che talune cooperative farebbero riferimento a forze politiche e/o a consiglieri comunali? Se fosse così si spiegherebbero tante cose!». Queste le vere alternative che Sinistra e Libertà propone: «Piano straordinario di raccolta differenziata porta a porta per il secco e l’umido, coinvolgendo cittadini e negozianti; politiche di riduzione dei rifiuti; impianto di compostaggio; impianto di selezione della raccolta differenziata; gestione a freddo dei rifiuti; strategia rifiuti zero…ma soprattutto cambiare gli attuali amministratori!».