1 Settembre 2009

IMMIGRAZIONE: BERLUSCONI, BASTA PORTAVOCE, BLOCCHEREMO UE

di Danila Clegg

Tratta da: www.harrr.org

BRUXELLES - Scoppia improvvisa la tensione tra Silvio Berlusconi e l'Unione europea sul ruolo dei portavoce della Commissione. Il presidente del Consiglio, come ha gia' fatto varie volte negli ultimi mesi, da Danzica attacca ad alzo zero sul modo di comunicare dell' esecutivo europeo, chiede che a parlare sia solo il presidente della Commissione, minacciando altrimenti veti a livello Ue e la richiesta di dimissioni di tutti i commissari. La Commissione europea risponde con sorpresa, sottolineando che la richiesta di informazioni sui respingimenti non e' allo stato una critica alla condotta dell'Italia. Palazzo Chigi apprezza e il caso sembra stemperarsi, ma intanto si scatena la polemica politica, con l'opposizione che accusa Berlusconi di voler 'imbavagliare' anche l'Europa e la maggioranza che fa quadrato intorno al capo del governo.

A due giorni dalla notizia che Bruxelles scrivera' a Roma e alla Valletta per chiedere chiarimenti sull'ultimo respingimento di un barcone di immigrati rimandato il Libia, Berlusconi, appena arrivato a Danzica per il settantesimo anniversario dell'attacco nazista, minaccia di bloccare l'Ue e di chiedere le dimissioni dei commissari europei se a parlare continueranno ad essere loro e i rispettivi portavoce della Commissione europea.

La prima reazione di sorpresa viene proprio da Dennis Abbott, portavoce agli affari regionali, ma che da giorni si sta occupando di temi di immigrazione e che nel suo passato ha anche quello di essere stato, nel 2003, uno dei portavoce dell'esercito britannico a Bassora in Iraq. 'Anche oggi ho spiegato che la richiesta di informazioni e' una procedura normale', dice Abbott, anticipando la linea della Commissione Ue. La richiesta di informazioni o di chiarimenti non va affatto letta come una critica, ha sottolineato Johannes Laitenberger, portavoce del presidente della Commissione Jose' Manuel Durao Barroso, perche' per poter agire l'esecutivo Ue ha bisogno di tutti i dati rilevanti.

E infatti, sottolineano Laitenberger prima e poi una nota ufficiale, la Commissione Ue lavora con l'Italia 'come sempre' in modo 'obiettivo e leale', cosi' come fa con tutti i paesi dell'Ue. Quindi, si sottolinea a Bruxelles, non c'e' nessun motivo di polemica o anche di entrare in dispute interne italiane, perche' il punto e' lavorare alla sostanza, puntando ad una maggiore cooperazione e solidarieta' a livello europeo.Oltre a questo la Commissione precisa che e' tenuta, dai trattati, a comunicare e ad informare in base a quello che e' la sua composizione, che e' collegiale. Se dallo staff del presidente del Consiglio e' arrivato un segnale per cercare di stemperare lo scontro, sostenendo che le dichiarazioni del portavoce di Barroso spazzano il campo da 'qualsiasi altra interpretazione da considerarsi frutto di strumentalizzazioni politiche a fini interni', la polemica politica non si placa. Dall'opposizione a Bruxelles viene la richiesta alla presidenza di turno svedese dell'Ue e allo stesso presidente della commissione Ue Barroso di reagire immediatamente contro quello che il capogruppo dei socialisti e democratici dell'Europarlamento Martin Schulz definisce l'ennesima riprova del 'sentimento antieuropeo' di Berlusconi: 'Non si sogni di zittire l'Europa', dice. Mentre da Roma la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro parla di 'minacce sconcertanti' di Berlusconi all'Ue, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa vede il premier in 'pieno delirio antieuropeista' e Antonio Di Pietro chiede per il Cavaliere addirittura una 'perizia psichiatrica'.

Berlusconi vuole solo che 'l'Europa funzioni meglio', replica il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Ma gli strali del centrodestra sono diretti soprattutto contro Schulz. 'Pregiudizi e accuse fantasiose', lo attacca Margherita Boniver (Pdl), mentre l'eurodeputato leghista Mario Borghezio avverte che "é passata l'epoca dell'Italietta".

(ANSA)