1 Settembre 2009

Sugli attacchi alla libertà d’informazione non possiamo stare a guardare

di Giuseppe Lumia

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La libertà di informazione nel nostro Paese è compromessa da circa vent’anni. Nelle classifiche internazionali occupiamo gli ultimi posti e la mappa della proprietà dei mezzi di comunicazione ci riconduce a un’unica persona: il più potente soggetto economico del Paese, nonchè Presidente del Consiglio.

Basterebbe solo questo per capire come una situazione del genere metta a rischio anche la democrazia. Ciò che bavaglio-stampa-300x257preoccupa, infatti,  sono i continui attacchi di Berlusconi e della maggioranza a qualsiasi voce fuori dal coro e gli effetti educativi, a medio e lungo termine, di una comunicazione incentrata su disimpegno, egoismo, banalità, violazione delle regole. L’informazione italiana è al guinzaglio della politica e l’intrattenimento dei media si riempie di vuoto.

Tutto ciò è segno evidente di una profonda intolleranza nei confronti di opinioni e idee diverse. Inoltre è molto pericoloso perché agisce sui comportamenti e gli atteggiamenti dei cittadini, sia giovani che adulti, fino a plagiarne le coscienze presentando modelli e stili di vita spesso volgari e incolti.

Proprio per questo non possiamo stare a guardare. È indispensabile abbattere il monopolio della comunicazione e garantire la pluralità dell’informazione. Allo stesso tempo è fondamentale un forte investimento educativo e formativo: organizzare la società civile, costruire reti di relazioni significative, finanziare l’istruzione e la ricerca, stimolare il senso civico e la partecipazione dei cittadini alla vita dei territori e del Paese.