1 Settembre 2009

Una piazza per Graziella Campagna

I cittadini di Villafranca Tirrena, reattivamente, dando prova di grande indipendenza intellettuale, hanno deciso di dedicare a Graziella la più bella piazza del lungomare cittadino. Graziella Campagna aveva diciassette anni quando fu ammazzata a Forte Campone, una collina sopra Messina. Era nata il 3 luglio del 1968 e faceva la stiratrice nella lavanderia la “Regina”, a Villafranca Tirrena. Guadagnava 150mila lire al mese, al nero, e così aiutava la famiglia: padre, madre e 7 fra fratelli e sorelle. La sera del 12 dicembre del 1985, intorno alle 20, mentre aspettava l’autobus che l’avrebbe riportata a casa, a Saponara, fu caricata sopra un’auto e portata a Forte Campone. Un viaggio di pochi chilometri sotto la pioggia, lungo una strada sterrata e piena di buche ma lontana dalle luci del paese. Su quel prato, con i suoi stivaletti piantati nel fango le spararono, frontalmente, a una distanza inferiore a due metri, cinque colpi di fucile a canne mozzeGraziella_Campagna. Hanno dedicato la più bella piazza di questo lungomare a Graziella Campagna, sfortunata diciassettenne uccisa dalla malavita organizzata per un disguido. Graziella lavorava presso una lavanderia di Villafranca ed un noto pregiudicato latitante, nell’inviare i propri vestiti per la lavatura, si è dimenticato in uno di essi la propria agendina. Chissà cosa vi era scritto su questa agendina! Graziella è stata uccisa per il timore che ne fosse venuta in possesso e che l’avesse letta. L'omicidio di Graziella sarebbe rimasto impunito, se non ci fosse stato il sacrificio di chi ha lottato da allora per fare luce su questo efferato crimine: suo fratello Pietro Campagna, il giovane carabiniere, che insieme alla sua famiglia ha speso quasi vent'anni per poter vedere la fine del processo sul delitto di sua sorella. Nel 2004, finalmente, il tribunale ha condannato i colpevoli dell'omicidio e quelli del favoreggiamento, delle collusioni e dei depistaggi che hanno costellato questa vicenda tragica e amara, un vero specchio di una società avvelenata dal malaffare.

(D.B.)