2 Settembre 2009

Senza lavoro: Centomila interinali scomparsi in un anno

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I dati Ebitemp: a giugno 2009 sono diminuiti del 33,3% rispetto allo stesso mese del 2008. Il monte retributivo cala del 23,4%. L'industria è il settore più in crisi: male metalli e mezzi di trasporto. Colpiti anche i servizi

A giugno 2009 i lavoratori interinali a tempo pieno sono scesi in un anno di 102mila unità, più del 30% del totale. Sono i dati che emergono dall’Osservatorio dell'Ebitemb, l’Ente bilaterale per il lavoro temporaneo. “Per il numero di lavoratori interinali occupati mediamente ogni mese – si legge nel bollettino di ieri (martedì 1 settembre) - lo scostamento a giugno, rispetto al livello massimo di occupazione ottenuto nei 12 mesi precedenti, è pari al -33,3% per il dato destagionalizzato e -33,6% per il dato grezzo. In termini di numero di lavoratori interinali occupati mensilmente, lo scostamento dal valore massimo raggiunto nei 12 mesi precedenti, si traduce, a giugno, in una riduzione dell’occupazione di circa 102 mila unità”.

Gli indicatori di giugno, spiega l’Ente, “mostrano alcuni segnali di un rallentamento della tendenza al ribasso”. Il monte retributivo, calcolato su base destagionalizzata, sottolinea una riduzione rispetto al mese precedente del 6,6% contro il -8,9 di maggio. Il dato grezzo è invece in aumento, con un variazione positiva del 15,5% rispetto a maggio. In termini tendenziali, le retribuzioni scendono del 36%, con un peggioramento rispetto al -31,5% tendenziale di maggio. Insomma, nei primi sei mesi del 2009 il monte retributivo degli interinali si è ridotto del 23,4% rispetto allo stesso periodo del 2008.

ll numero medio degli interinali nel mese di maggio registra una contrazione del 32% rispetto a giugno 2008, 42975contro il -29,5% tendenziale del mese precedente. Gli occupati sono 204mila, contro i 299mila di giugno 2008. Le giornate retribuite a giugno sono state 2,948 milioni, con una variazione tendenziale del -38,2%, la crescita acquisita nel primo semestre 2009 cala del 24% su base annua.

L’industria è il settore più in crisi. L’indice della produzione industriale mostra una riduzione tendenziale del 22,9% a giugno contro il -21,9% di maggio. Lo stesso indice, corretto per il numero di giorni lavorativi, si contrae del 21,9% rispetto a giugno 2008 (-19,9% era stata la variazione di maggio). Fra i comparti che hanno subito le maggiori contrazioni della produzione, si segnalano quello dei prodotti in metallo (-32,4% circa) e dei mezzi di trasporto (-33% su base annua).

Cifre negative anche per i servizi: si accentua la debolezza del commercio al dettaglio, con una contrazione delle 4999a2f44f901_zoomvendite del 2,1% a giugno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un ulteriore indicatore è costituito dai consumi di energia elettrica: le variazioni restano negative in termini tendenziali, anche se i tassi di decremento rallentano a partire dal mese di maggio.

Fammoni (Cgil), dati impressionanti, rimediare subito
I dati Ebitemp “confermano le tendenze, purtroppo le preoccupazioni che spesso inascoltati abbiamo espresso in questi mesi”. E’ il commento del segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. Le cifre sugli interinali “sono impressionanti – a suo giudizio -, questo settore è uno specchio evidente della crisi e dei suoi riflessi sull'occupazione”. La variazione complessiva sui 12 mesi “è molto grave”, inoltre “è facile dire che i 100mila occupati in meno fanno riferimento a posizioni di lavoro a tempo pieno e che quindi le persone effettive saranno molte di più”. Servirà molto tempo per affrontare la situazione, per farlo “servono cose concrete che al momento non si vedono”. La maggioranza degli interinali, infatti, non avrà i requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali. “Bisogna trovare subito una soluzione – conclude Fammoni -, in secondo luogo anche questo dato dà un giudizio definitivo sull'ideologia del precariato che abbiamo dovuto subire in questi anni. L'ottimismo di facciata ci viene propinato non serve a nulla, quello che serve sono iniziative di tutela del lavoro”.