4 Settembre 2009

“Donna di Denari”

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Nel pomeriggio di lunedì prossimo 7 settembre dalle ore 16 in poi, a Roma davanti alla sede del Ministero della Pubblica Istruzione in Viale Trastevere si svolgerà la presentazione della campagna di Sinistra e Libertà “Donna di Denari - per la scuola pubblica, di qualità, per tutti”, a cui parteciperanno i leader di SL.
Una campagna di mobilitazione e di protesta che sta partendo in questi giorni in tutta Italia con sit in, petizioni, manifestazioni, ordini del giorno che saranno presentati in tutti i consigli comunali, provinciali e regionali che sostenere la lotta dei docenti precari, e di chi si oppone alla distruzione della scuola pubblica.

Di fronte alla drammatica crisi economica e finanziaria – prosegue la nota -   molti Paesi europei e gli stessi Stati uniti hanno deciso di investire di più nell’istruzione. E nell’istruzione per tutti. Perché garantire il diritto al sapere e a una formazione qualificata per tutti è condizione di democrazia e questione decisiva anche per lo sviluppo e la qualità dei sistemi produttivi. In Italia invece le politiche di Gelmini e Tremonti vanno in direzione opposta.

Non c’era bisogno – afferma infine Claudio Fava, esponente di SL -  di possedere proprietà divinatorie: quello che sta accadendo in tutta Italia in  questi giorni davanti agli uffici scolastici provinciali e alle sedi delle scuole era assolutamente prevedibile. Il governo Berlusconi, al di là delle promesse e degli spot pubblicitari,  l’aveva deciso e lo ha fatto: tagliare fondi, tagliare insegnanti, tagliare cattedre. Tagliare il futuro alle ragazze e ai ragazzi italiani.
La scure della Gelmini oggi tocca ai docenti precari e agli Ata, fra 10 giorno toccherà a famiglie e studenti che potranno verificare direttamente il caos prodotto dalle sconsiderate politiche della signora.
Gli insegnanti, le famiglie, gli studenti, le organizzazioni sindacali che un anno fa lanciarono l’allarme per l’emergenza scuola pubblica avevano visto giusto: per  il ministro Gelmini e per il governo l’istruzione è semplicemente un costo da abbattere.
Non staremo certo a guardare – conclude Fava -  che si compia definitivamente il disastro della scuola italiana. La Gelmini sappia che non  sarà facile per lei portare a conclusione il disegno che gli hanno affidato.