4 Settembre 2009

Grande Manifestazione nazionale per la Libertà d’Informazione il 19 settembre: la decisione della Giunta dell’FNSI

 

rassegna-stampa

La decisione annunciata dalla Federazione nazionale della Stampa. Si sta costruendo un “fronte ampio” per affermare il diritto alla conoscenza. Siddi:” Non è ammissibile che chi guida un governo pensi di impedire l’osservazione critica"

La Giunta della Federazione nazionale della Stampa ha deciso di promuovere una manifestazione nazionale per la difesa della libertà dell’informazione. La data è quella di sabato 19 settembre. La manifestazione si svolgerà a Roma.

Il sindacato unitario dei giornalisti ha così risposto in maniera positiva agli appelli provenienti da più parti, movimenti, associazioni, testate, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, della comunicazione. Nel corso di questi giorni, a fronte dell’attacco sempre più duro scatenato da Berlusconi e dalla maggioranza, proprio la Fnsi aveva preso posizioni molto nette. In particolare, era apparso ben chiaro che le denunce del capo del governo contro "Repubblica", alcune testate straniere e poi contro "L’Unità", facevano parte di un disegno che punta alla totale subordinazione dei media al governo e alla maggioranza.

La vicenda della Rai, il tentativo di normalizzare anche il Tg3 e la Retetre , dopo le nomine recenti a partire dal direttore generale, Mauro Masi, ai direttori delle testate e delle reti , e di quanto altro compone la struttura della tv pubblica, si fa per dire, danno il segno della gravità della situazione, di una mutazione, nei fatti, del carattere della nostra Costituzione che assicura la libertà di espressione. Dice Franco Siddi, segretario della Fnsi, che “non è ammissibile che chi guida un governo pensi di impedire anche l’osservazione critica". Il sindacato dei giornalisti sottolinea le tappe di una vera e propria escalation: i giornalisti “delinquenti”, l’invito a non fare pubblicità sui quotidiani sgraditi al governo, l’elogio dei cronisti sportivi che “non fanno domande”, veder comunisti in tutte quelle testate, pochissime in Italia, che non si allineano, "Famiglia cristiana" diventa un pericoloso covo di comunisti, "L’Avvenire" che deve essere colpito, messo al bando, linciato il suo direttore e poi l’elenco può diventare infinito. “ Non sono cose da paese normale, da democrazia, normale” sbotta il segretario della Fnsi cui arrivano tantissimi messaggi da testate di tutto il mondo, dalle organizzazioni internazionali del giornalismo, da associazioni che operano a tutela della libertà di stampa.

Intanto l’appello dei giuristi, Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, lanciato da "Repubblica", ha già raccolto quasi duecentomila firme. In questo scenario la decisione della Fnsi, che rivolge, da subito, un appello a tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione del 19 settembre. Ancora devono essere decise le modalità della manifestazione. Il sindacato dei giornalisti si è messo subito al lavoro per raccogliere adesioni a partire da quelle dei sindacati, la Cgil che ha già dato la disponibilità. Già nei giorni scorsi associazioni, movimenti, testate, da "Articolo 21" a "Dazebao", avevano annunciato la loro presenza e il loro impegno. Ora si tratta di costruire un “fronte ampio” e, a partire dalla manifestazione, mettere in campo un programma di iniziative che durino nel tempo, che vedono nascere e svilupparsi le alleanze necessarie per vincere questa battaglia fondamentale per la democrazia che chiama in causa anche i partiti di opposizione i quali hanno già dato la loro disponibilità e che devono farsi perdonare ritardi, incertezze, leggi mancate come quella sul conflitto di interessi.

 (Fonte: Facebook)