4 Settembre 2009

NUCLEARE, LEGAMBIENTE: GOVERNO RISCHIA

"La convenienza economica del nucleare e la sicurezza delle nuove centrali sono argomenti indifendibili. Il nucleare non
potrà risolvere la crisi economica ed energetica, anzi è una scelta controproducente e dannosa per il futuro". Così Stefano Ciafani, responsabile
scientifico di Legambiente commenta le dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo in merito alla presunta intenzione del
ministro Scajola di prevedere l'insediamento di una centrale a Termini Imerese. "Per la localizzazione degli impianti - aggiunge Ciafani - non
dobbiamo, però, dimenticare che il governo si è assicurato il potere di intervenire, anche con l'esercito, in caso di mancato accordo tra gli enti
locali e le aziende.
L'ostinazione del governo potrebbe aprire così una stagione di gravi conflitti istituzionali e sociali sul territorio". "Ecco che viene al pettine
un primo nodo - dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia - con la presunta proposta del ministro Scajola su Termini Imerese. Infatti,
pur essendo amico dell'esecutivo nazionale, il governo regionale si è già ufficialmente opposto. E lo stesso accadrà nelle altre regioni. Inoltre,
questa scelta, in Sicilia, sarebbe in contraddizione con lo sviluppo del settore delle rinnovabili, a cui questo territorio è vocato per le sue
particolari condizioni meteo - climatiche. In Sicilia si sta sviluppando una nuova imprenditoria che punta sulle rinnovabili e che sta creando
ricchezza e posti di lavoro. Solo dall'ulteriore sviluppo di questo settore, in coerenza con la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali della
nostra regione, si potrà garantire una reale crescita socio economica della Sicilia". "La scelta del nucleare - prosegue - è stata presa infatti dal
nostro governo in un momento in cui alcuni importanti Stati occidentali, che in passato hanno costruito centrali, stanno ripensando la loro politica
energetica, definendo una strategia d'uscita che punta sull'efficienza e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Una scelta che potrà essere
rafforzata se, come Legambiente si augura fortemente, al summit di Copenaghen a dicembre verrà raggiunto il nuovo accordo sul clima. Puntare sul
nucleare oggi in Italia significherebbe abbandonare ogni progetto energetico alternativo di Green economy, facendo perdere al nostro Paese, già in
ritardo sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, ulteriore tempo e denaro".