4 Settembre 2009

SIGNORINA GELMINI

di Francesco Napoli

Attraverso le leggi finanziarie i governi Berlusconi hanno, premeditatamente ed in modo scientifico, distrutto lo stato sociale e l’equilibrio democratico, conquistato con la resistenza contro il fascismo, il nazismo ed il capitalismo reazionario privo di ogni regola.

La nostra Costituzione è stata l’elemento fondante di un’architettura sociale che, più o meno, garantiva a tutti i cittadini, era basata sull’elemento primario del diritto al lavoro, rispettava la dignità dell’uomo e lasciava sperare in un futuro migliore. L’azione di governo di Berlusconi e soci è la causa dirompente dei processi involutivi economici delle famiglie italiane.

La pressione fiscale colpisce drasticamente i lavoratori dipendenti, mentre favorisce e privilegia i redditi da capitale e i redditi di alcuni manager pubblici e privati. L’evasione fiscale patologica italiana, favorita dagli atteggiamenti passivi dell’azione governativa, una spesa pubblica rivolta alle consulenze d’oro, i finanziamenti faraonici di opere pubbliche, che non verranno mai alla luce; l’illusione degli sgravi fiscali dell’ici, l’abbandono di settori strategici dell’economia e del sociale, la mancanza di una seria ed equa riforma fiscale, che non costringa alla povertà alcuni ceti sociali privilegiandone altri, sono le radici di questo disastro sociale che evidente agli occhi di tutti.

Un settore strategico come quello della scuola pubblica viene abbandonato senza alcun pudore a favore di strategie politiche che mirano all’esclusione dalla cultura e dal sapere milioni di cittadini. Una realtà sociale ed istituzionale che è stato il motore e il volano di sviluppo sociale ed economico del nostro paese viene lasciato nel baratro più profondo. I vostri disastri, la vostra mancanza di progettualità, di programmazione e strategia, come al solito, la fate pagare ai lavoratori e agli utenti, ai più deboli.

SESSANTAMILA LICENZIATI! VERGOGNA signorina Gelmini. Quante volte ha negato in Parlamento gli effetti devastanti di questa sua incredibile soluzione. Abbiamo compreso che, per lei, rendere efficace ed efficiente la scuola significa chiuderla, oppure renderla efficiente come una di regime.

Il suo Governo, in testa quel grande scienziato del suo collega, mi pare quel tal signor Brunetta, inneggia alle competenze , alle capacità e  al merito. Molti dei lavoratori della scuola, sì i fannulloni, signorina, quelli che hanno studiato per vent’anni e percorrono 70 km al giorno per altri dieci-quindici anni per un posto di insegnante precario per 1200 euro al mese, oggi da Lei licenziati, si chiedono quali competenze saperi e meriti hanno rintracciato nel suo curriculum vitae? La scuola ha bisogno di un Ministro della Pubblica Istruzione, forse qualcuno nel suo governo pensava erroneamente che la scuola avesse bisogno di un Ministro della Pubblica Distruzione? Signorina, la invitiamo a riflettere, il nostro Paese non necessità ulteriori fratture del sistema sociale, le vostre ingegnose e straordinarie soluzioni generano esasperazione ed emarginazione che sono il substrato di nuova violenza sociale.

Un consiglio, legga le profetiche parole di un grande uomo di cultura e di diritto, quale Piero Calamandrei, facendo un breve esame di coscienza, forse, un po’ di vergogna le affiorerà in volto o, forse, è proprio perchè lo ha letto che intende procedere nel senso contrario.