5 Settembre 2009

Napolitano: “La crisi purtroppo non é finita affatto”

napolitano1La crisi, anche se il Fondo monetario internazionale vede la ripresa piu' vicina, non e' finita; e i prossimi mesi potrebbero essere drammatici sul fronte dell'occupazione. E' il monito che lancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - all'indomani dell'incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel quale il Colle ha ripetuto l'invito a ''moderare i toni'' del dibattito politico - dal workshop Ambrosetti, aggiungendo l'appello affinche' anche a livello europeo ci si attrezzi per affrontare un autunno che potrebbe essere caldo sul fronte del lavoro. Non ha usato mezzi termini il capo dello Stato per descrivere la situazione attuale, alla luce anche dei dati sulla disoccupazione degli Stati Uniti che ha toccato la cifra record del 9,7%: ''La crisi non e' finita ed e' destinata a provocare serie conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi''. Per superarla, alla luce delle indicazioni del Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale la ripresa sara' fragile, per Napolitano deve essere centrale il ruolo dell'Europa che ''ha fatto la sua parte'', ma che ora deve impegnarsi, in vista del G20 di Pittsburgh, sui temi di un nuovo quadro di regole per il settore finanziario per ''bloccare il rischio di un ritorno a pratiche che hanno comportato e causato la crisi finanziaria''.

Napolitano si e' detto d'accordo con Angela Merkel, Gordon Brown e Nicolas Sarkozy che in una lettera al presidente di turno del Consiglio europeo hanno sottolineato i risultati ottenuti con i piani di rilancio, ma non ha potuto non sottolineare i limiti politici e istituzionali dell'Europa che ''hanno impedito di andare al di la' della concertazione e della condivisione di indirizzi da per seguire poi paese per paese''. E' quindi necessaria un'Europa forte: ''I paesi europei che gia' fanno parte del Fmi - e' la sollecitazione di Napolitano - dovrebbero affrontare il problema di accrescere il loro peso e la loro influenza unificando le quote di cui dispongono in quell'istituzione''. Serve inoltre un'Unione europea con istituzioni piu' solide. ''Non e' un lusso - ha spiegato il presidente della Repubblica - parlare di istituzioni perche' le loro insufficienze limitano gravemente la capacita' dell'Europa di agire unita e far sentire tutto il suo peso sulla scena mondiale''. E' a questo proposito che ha sottolineato il suo apprezzamento alle parole del presidente Jose' Manuela Durao Barroso, che ha parlato della Commissione e del Parlamento europei come ''istituzioni di eccellenza''. Napolitano si e' detto convinto che i grandi temi non possano essere affrontati dai singoli paesi in modo efficiente. Uno dei questi e', per esempio, l'immigrazione per la quale occorre ''superare la soglia di chiusura nazionale e le spinte centrifughe. Si tratta di esprimere piu' volonta' politica, piu' disponibilita' alla ricerca paziente di validi punti di incontro''. (Ansa, 5 settembre)