5 Settembre 2009

Nuovo denunciato per violenza ed assassinio di animali

Cani uccisi, un denunciato.
L'agricoltore che ha preso a fucilate Roky e Lilli, un 66enne di Castello, dovrà rispondere dei reati di uccisione di animali e porto abusivo di arma

di Riccardo Delfanti

sadDogE' stato denunciato l'imprenditore agricolo - un 66enne di Castelsangiovanni - che giovedì mattina ha ucciso a colpi di fucile Roky e Lilly, due cani meticci di taglia media appena scappati dalle abitazioni dei loro padroni a Ziano.

I carabinieri hanno spiccato nei suoi confronti denuncia per i reati di uccisione di animali e porto abusivo di arma da fuoco. Il fatto era avvenuto nelle vicinanze della sua stessa azienda agricola, a Cascina Monticella, in aperta campagna tra Castelsangiovanni e Moretta, poco lontani dal confine con i comuni di Borgonovo e di Ziano. Sul posto erano subito intervenuti i carabinieri e la polizia municipale di Castelsangiovanni per ascoltare le dichiarazioni dell'agricoltore e dei proprietari dei due cani uccisi, Davide Girandola e Luigi Dallospedale, entrambi di Ziano. I carabinieri avevano immediatamente sequestrato il fucile usato per sparare a Roky e Lilli, un automatico Beretta calibro 12 e i tre bossoli esplosi. La vicenda è stata ricostruita al comando provinciale dei carabinieri dal capitano Helios Scarpa, che guida la compagnia di Piacenza. Con lui c'erano gli uomini della stazione dei carabinieri di Castelsangiovanni e della polizia municipale.

Oltre ai provvedimenti presi nei confronti dell'agricoltore, a loro volta i proprietari dei due cani sono stati denunciati per omessa custodia. Intanto sta meglio Pietro Girandola, padre di Davide, proprietario di uno dei due cani, Roky. Impegnato l'altra mattina nelle ricerche, Pietro era in zona quando aveva udito gli spari. Accorso sul posto alla vista page0_blog_entry42_4dell'agricoltore con il fucile ancora in mano e degli animali agonizzanti, si era sentito male accusando forti dolori al petto. Ricoverato in osservazione in ospedale, ieri è stato dimesso in attesa di sottoporsi, tra alcuni giorni a nuovi accertamenti. I motivi addotti dall'agricoltore per giustificare gli spari non hanno convinto i carabinieri da cui la denuncia. L'uomo, classe 1948, aveva detto infatti che nella corte della sua azienda c'erano in quel momento dei bambini e che, per proteggerli, ha ucciso i cani. Una volta portati in casa i piccoli, era salito sul suo fuoristrada e aveva raggiunto le due bestiole sulla strada di accesso all'azienda. La denuncia per porto abusivo di arma da fuoco è dovuta al fatto che il fucile da caccia usato per sparare, pur da lui regolarmente registrato, non poteva essere portato al di fuori della sua abitazione, che non si trova nell'azienda ma a Castelsangiovanni. Davide Girandola, ancora scosso dall'episodio puntualizza intanto una sua affermazione rilasciata a caldo - Chiedendomi se fosse "una follia", pensavo al perchè del gesto. Questa parola è stata detta appena successo il fatto, quando ero scosso senza riferirmi personalmente a chi ha sparato al mio cane.-

Lega per la Difesa del cane - Gesto di pericolosità sociale. -
canerom%20(WinCE)Sulla vicenda si registra una forte presa di posizione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, la presidente della sezione piacentina Annamaria Galimberti, ha fatto sapere che l'associazione si costituirà parte civile contro l'imprenditore che ha ucciso "senza giustificazione" - E' un gesto che denota una certa pericolosità sociale.- aggiunge Galimberti - Sparare a esseri viventi indifesi può portare in futuro ad altri atti del genere. I cani sono esseri viventi e come tali, bisogna rispettarli.- A sottolineare "l'intenzionalità del fatto" e a porre l'accento sulla sua "gravità" è Giovanni Peroni, responsabile del canile comprensoriale di Montebolzone, guardia zoofila e membro della Lega per la difesa del cane. - L'uccisione poteva essere evitata se quell'uomo avesse voluto allontanarli, avrebbe potuto sparare in alto, non direttamente contro i cani indifesi che non hanno attaccato.

(Tratto da "Libertà"- Segnalato da "Gruppo Bairo Onlus")