8 Settembre 2009

No Gelmini Day

di Fabrizio Crescenti

Anche la città di Messina ha dato il suo contributo al No Gelmini Day con un partecipato corteo di quasi un migliaio di insegnanti, personale tecnico e genitori, animati dalla rabbia e dalla determinazione di andare oltre il semplice atto simbolico e portare la vertenza fino in fondo.

Il N.O.L.U. ha aderito con entusiasmo alla manifestazione dei precari della scuola, nella ferma convinzione che le battaglie per la difesa del lavoro non debbano incontrare steccati di categoria, ma si possano vincere solo con la solidarietà e l’unità di tutti i settori in difficoltà: il mutuo soccorso è la nostra filosofia, la lotta dal basso la nostra pratica concreta.

Il massacro della scuola pubblica perpetrato con freddo accanimento da questo governo colpisce tutti i cittadini indistintamente, non solo gli addetti del settore che, dopo anni e anni di servizio, si ritrovano ‘rottamati’ come un ferro vecchio, ma tutti i lavoratori che, in quanto genitori, con l’ulteriore peggioramento dell’istruzione pubblica, vedono sempre più cupo il futuro dei loro figli. Siamo di fronte al più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica (la scorsa finanziaria prevedeva in tre anni il taglio di 130.000 di posti di lavoro fra docenti e personale ATA!), che avrà effetti sociali ancora più devastanti in una provincia depressa ed emarginata come la nostra.

Non è un caso che il governo di Bossi e Berlusconi - per inciso, il più ricco e influente imprenditore italiano - abbia preso di mira l’istruzione: la scuola pubblica è il primo pilastro della democrazia e distruggerla dalle fondamenta significa negare l’uguaglianza di partenza sancita dalla Costituzione, lasciare i poveri in balia delle manipolazioni mediatiche e selezionare una ristretta classe dirigente di ricchi formatasi negli istituti privati d’eccellenza.

Di fronte ad un attacco di questa portata, non ci sono né tavoli istituzionali né consultazioni con questo o quel rappresentante politico che tengano! L’unico strumento a nostra disposizione è costruire un fronte comune fra tutti i soggetti colpiti dai tagli e dalla crisi, conquistare la solidarietà dei colleghi e delle famiglie, organizzare casse di resistenza per chi ha perso il lavoro, paralizzare se possibile lo stesso apparato amministrativo: in sintesi, organizzarsi dal basso per resistere un minuto in più della Gelmini!