10 Settembre 2009

Libertà di Stampa

"L’Associazione nazionale familiari vittime di mafia ha deciso di aderire all’appello lanciato dai tre giuristi di chiara fama Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky contro il tentativo posto in essere da parte di questo governo di ridurre al silenzio la libera stampa nel nostro Paese". Lo scrive in una nota Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia, che aggiunge: "E’ quasi un atto dovuto, non poteva infatti non aderire una realtà come la nostra che tra le proprie fila annovera, oltre ai familiari di numerosi servitori dello Stato e delle sue Istituzioni democratiche, anche quelli dei giornalisti ridotti dalla mafia al silenzio perché non continuassero più a 'cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee'. La mafia, infatti, ben sapeva che nessuna minaccia avrebbe costretto uomini dalla schiena dritta come Beppe Alfano e Pippo Fava, e tanti, tanti altri come loro, al silenzio".

"Anche oggi - conlcude -, come nei momenti più bui della nostra storia nazionale, la libertà di stampa è sotto attacco, così come sono sotto attacco la nostra Carta costituzionale e la nostra democrazia. Come familiari delle vittime di mafia, per il debito di gratitudine verso coloro che hanno sacrificato la vita per servire la verità, la libertà e la giustizia, vogliamo fare la nostra parte e farla fino in fondo".