12 Settembre 2009

Stipendio da dodicimila euro per il figlio di Bossi. Soldà (vicepresidente dell’Italia dei Diritti) indignato

"Roma ladrona" recita il celebre slogan della Lega Nord, riferendosi al malcostume di una classe politica ben nota per disservizi, corruzione e raccomandazioni. Il partito di Bossi applica infatti criteri "meritocratici" nello scegliere i propri rappresentanti: essere stato bocciato per tre volte alla maturità ed aver progettato un gioco chiaramente razzista per un noto social network ha fatto guadagnare a Renzo Bossi, figlio del leader del Carroccio, un posto come membro dell'osservatorio dell' Expo di Milano e come portaborse dell'europarlamentare leghista Francesco Speroni, per il modico stipendio di 12 mila euro. "Meno male che è stato bocciato tre volte, altrimenti toccava dargli uno stipendio più alto", commenta Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti. "Far ricoprire al giovane Bossi, dal curriculum scolastico non proprio brillante, incarichi del genere - continua Soldà - è un insulto ai giovani laureati a cui il mondo del lavoro non offre certo prospettive rassicuranti, ai precari della scuola dal futuro incerto, insomma a tutti coloro che pur avendo meriti e doti ben superiori a quelle del rampollo del leader leghista riescono a stento a sbarcare il lunario. E' l'esempio lampante - conclude il vicepresidente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - del nepotismo di una classe politica che anziché salvaguardare i diritti dei cittadini pensa solamente a curare gli interessi personali e quelli dei propri cari".

(Italia dei Diritti)renzo_bossi