14 Settembre 2009

Caso Ballarò, Floris: “La libertà di stampa va presidiata, il 19 sarò in piazza a manifestare”

di Maria Elena Pistuddi

floris_kika_482_JPG_370468210

(Foto: Kikapress)

E' ancora bufera su Raitre dopo la decisione dei vertici di Viale Mazzini di far slittare la prima puntata di Ballarò a giovedì prossimo per far spazio alla prima serata di Porta a Porta in occasione della riconsegna delle prime case ai terremotati di Onna, in Abruzzo. A non capacitarsi per un atto che giudica assolutamente "immotivato" è soprattutto Giovanni Floris, il conduttore del programma che martedì prossimo non andrà in onda.

Floris, una doccia fredda e a pochi giorni dal debutto: come ha accolto la notizia?

"Sono rimasto dispiaciuto, certo, ed è dire poco. E' come aver lavorato per mandare in stampa un giornale e vederne poi un altro in vendita nelle edicole".

Il capo del governo decide di querelare Repubblica e l’Unità, Report di Milena Gabanelli non parte, AnnoZero di Michele Santoro rischia e infine viene improvvisamente cancellata la prima puntata di Ballarò. Che cosa sta succedendo in Italia?

"Non sta a me dirlo, non voglio disegnare scenari politici, per quanto sia indubbio che si tratta di trasmissioni di gran successo, che qualsiasi azienda porterebbe sul palmo della mano. A Viale Mazzini invece sembrano incontrare troppi problemi". Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, sostiene che si tratti dell’ennesimo tentativo di “normalizzazione” di Raitre; Lainati, vicepresidente Pdl della Vigilanza Rai, replica che lo spostamento è solo un "fatto tecnico".

Siamo agli eccessi? Quale tesi è più credibile?

"Non voglio sposare tesi, a me sta porre domande, non dare risposte. Resto convinto che sia un atto immotivato. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci. Abbiamo un inviato in Abruzzo da due settimane, e la cerimonia del 15 settembre era un avvenimento previsto da tempo, da prima che presentassimo la trasmissione".

Ottime ragioni per dissentire...

"Sì, si tratta di un avvenimento in agenda; non di un evento, non di un imprevisto, né di un'emergenza. So che (nel rispetto del suo ruolo) il Direttore Ruffini lo ha fatto notare all'azienda, ma non è stato ascoltato. Naturalmente poi avremmo parlato anche di altro, di attualità politica e di attualità economica. La prima puntata era stata inoltre presentata una settimana fa in una conferenza stampa tenuta alla presenza del capo ufficio stampa Rai".

Chi difende la scelta adottata dai vertici Rai sostiene anche che per Ballarò sia un’occasione mancata per un nuovo attacco a Berlusconi. Come si difende?

"Non mi difendo, rispondo. E rispondo che è una fesseria".

Anche lei pensa che nel nostro Paese la libertà di stampa sia a rischio?

"Va presidiata, senza dubbio".

Parteciperà alla manifestazione del 19 settembre?

"Sì".