14 Settembre 2009

Emergenza rifiuti in Sicilia

// <![CDATA[//

Ormai  è satura  la discarica di Mazzarrà Sant´Andrea, che serve tutta la città di Messina. Nel giugno scorso la Regione ha dato una proroga di sei mesi all´utilizzo del sito, perché il capoluogo dello Stretto rischiava di rimanere sommerso dai sacchetti d´immondizia. Ma i rifiuti speciali non possono essere più scaricati a Mazzarrà, e vengono lasciati nel piccolo sito del villaggio di Pace. La Sicilia tra venti mesi sarà come la Campania. All´Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque hanno già girato la clessidra. «Il sistema delle discariche reggerà per i prossimi due anni prima di raggiungere la saturazione», dice Salvatore Raciti, responsabile dell´osservatorio rifiuti dall´Arra. E se a questo si aggiunge che gli Ato di mezza Sicilia, da Palermo a Messina passando per Enna e Catania, sono sull´orlo del fallimento e che di termovalorizzatori non c´è nemmeno l´ombra, l´emergenza rifiuti nell´Isola sembra essere davvero alle porte. Il nodo principale, che non fa dormire il governatore Raffaele Lombardo e i tecnici dell´Arra, è quello delle discariche. Il piano varato dall´ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, prevedeva l´apertura di 24 discariche, ma in realtà quelle realmente in funzione e di grande capienza sono appena 13 perché molte sono state chiuse nel frattempo, come Campobello di Licata che dovrebbe essere ampliata ma mancano i fondi, e altre attendono ancora il via libera per essere realizzate, come quella di Serradifalco nell´Ennese. Così il sistema rischia di collassare nei prossimi 20 mesi perché, a esempio, accade che la discarica di Trapani sia ormai satura e gran parte dei Comuni che vi conferivano la spazzatura sono stati dirottati in quella vicina di Campobello di Mazara, che su 477 mila metri cubi di capienza, ne ha a disposizione 220 mila: «Abbiamo una discreta autonomia, ma se quasi tutti i Comuni della provincia lasceranno ancora per molto i rifiuti nella nostra discarica, satureremo gli invasi prima del dovuto», dicono dall´Ato Belice Ambiente. Un discorso simile vale per la provincia di Palermo, che vede gran parte dei Comuni scaricare la spazzatura a Bellolampo e il resto nel sito di Castellana Sicula. Peccato però che l´invaso di Palermo andrà in tilt se non saranno ultimati a breve i lavori di ampliamento della quarta vasca (per ulteriori 190 mila tonnellate) e la costruzione della quinta area (da 700 mila tonnellate), mentre nella discarica di Castellana Sicula devono essere avviati subito degli interventi per aumentare la capienza, iniziando la costruzione della terza vasca e la messa in sicurezza di tutto il sito. Complessivamente la Sicilia produce 2,6 milioni di metri cubi di spazzatura all´anno e la capienza del sistema delle discariche, comprese quelle piccole, è di circa 5 milioni. «Considerando tutti i siti, comunque, nelle 13 grandi discariche abbiamo un´autonomia per circa due anni, e al momento non ci sono vere e proprie emergenze sul fronte della discariche», dice Raciti. I nodi verranno al pettine entro il 2011, perché sembra improbabile che entro questa data vengano realizzati ed entrino in funzione i termovalorizzatori, mentre è certo che nel frattempo le discariche saranno tutte sature.  Ad abbreviare i tempi per l´emergenza rifiuti nell´Isola, inoltre, potrebbero essere i già traballanti Ato rifiuti, che hanno un debito complessivo da un miliardo di euro e in gran parte sono sull´orlo del collasso: come quello di Enna, il Coinres di Palermo o quello di Catania, il Simeto Ambiente. E, ancora, quelli di Messina, Agrigento, Siracusa e Ragusa, tutti Ato travolti dai debiti, che spesso non riescono a pagare gli stipendi ai netturbini, con il risultato che i rifiuti rimangono in strada per giorni.

(La Repubblica)Napoli61369_img