14 Settembre 2009

SCUOLA. RISPARMIARE SUI LIBRI?

1236_scuola"L'unico modo per 'obbligare' gli editori a diminuire i prezzi è aumentare il potere contrattuale dell'acquirente.

E per fare ciò, possiamo seguire l'esempio degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di altri Paesi europei: siano le scuole ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell'anno successivo".

È la proposta lanciata dall'Aduc,
associazione dei consumatori che aggiunge: "Se i libri vengono danneggiati, lo studente dovra' pagare per ripararli oppure riacquistarli. La vita
media di un libro di testo "potrebbe così essere di cinque anni, con un risparmio dell'80% per ciascun studente", spiegano dall'Aduc.
In questo modo "non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi dall'alto, ma anche le scuole o i distretti scolastici, che avrebbero un
maggiore potere d'acquisto rispetto al singolo studente. Gli editori sarebbero disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l'intento
di evitare il 'riciclaggio' dei libri usati, perché le scuole probabilmente non comprerebbero nuovi libri di testo per alcuni anni". L'Aduc ricorda
che "questa è la soluzione adottata dal sistema educativo pubblico degli Stati Uniti, dove il primo giorno di scuola ogni studente, dalle elementari
alle superiori, riceve gratuitamente i libri di testo".